Tutela individuale.
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Ogni diritto conquistato deve essere difeso e deve poter essere esercitato da tutte le lavoratrici e i lavoratori. La FIOM assicura che in tutte le Aziende metalmeccaniche siano correttamente applicati i diritti garantiti dalla legge e dai contratti di lavoro, grazie all’attività quotidianamente svolta dai nostri funzionari sul territorio e dalle delegate elette nelle fabbriche.
Far rispettare i nostri diritti è il primo e imprescindibile passo per non accettare che siano messi in discussione e poter continuare a mobilitarci per estenderli e migliorarli: non accettare che i nostri diritti vengano calpestati è un atto di lotta collettiva.
L’Ufficio Tutela della FIOM – CGIL di Bologna assiste le lavoratrici e i lavoratori che necessitano di consulenza e supporto specifico in merito a problematiche lavorative: contestazioni disciplinari, lettura busta paga, recupero crediti, informazioni contrattuali, dimissioni telematiche, salute e sicurezza, ecc.
Il nostro Ufficio Tutele collabora direttamente con due studi legali che offrono una prima consulenza per tutte le iscritte/i FIOM e assistono i lavoratori in caso sia necessario avviare una vertenza con l’Azienda.
Studio Legale Associato
Avvocati Alberto Piccinin, Stefania Mangione, Bruno Laudi
Tel 051 220171 – Fax 051 220179
mail: segreteria@studiolegaleassociato.it
sito: www.studiolegaleassociato.it
Studio Legale Focareta
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Siamo qui per questo! Contattaci in ogni momento, ti basta una telefonata o una mail.
A partire dal 2016 per presentare le dimissioni è necessario compilare una procedura telematica:
- In autonomia sul sito del Ministero del Lavoro
- Presso la sede territoriale dell’Ispettorato del Lavoro
- Assistiti dalla Organizzazione Sindacale
Tale modalità è stata resa necessaria per contrastare il cosiddetto fenomeno delle dimissioni in bianco ovvero il vergognoso tentativo di alcune aziende di far firmare le dimissioni al lavoratore (in bianco, appunto) al momento dell’assunzione e quindi nel momento in cui la posizione dello stesso lavoratore è più debole; pratica che ha riguardato prevalentemente le donne lavoratrici.
Procedura Telematica
Preavviso
Il preavviso è il tempo che intercorre da quando si comunica formalmente all’Azienda la propria volontà di dimettersi fino all’ultimo giorno di effettivo lavoro. Ogni contratto nazionale prevede un periodo minimo di preavviso che deve essere dato all’azienda prima di potersi dimettere e dipende dal livello professionale e dall’anzianità di servizio. Se non fornisci il preavviso l’azienda può trattenere dall’ultima busta l’equivalente della retribuzione per le giornate di mancato preavviso.
Esempio: da contratto dovrei fornire 30 giorni di preavviso, ma comunico il giorno 10/1/2024 la mia volontà di dimettermi con ultimo giorno 31/1/2024, dando quindi solo 20 giorni di preavviso.
L’Azienda può trattenermi dall’ultimo stipendio l’equivalente di 10 giorni di retribuzione a titolo di mancato preavviso.
Vuoi sapere qual è il periodo di preavviso minimo previsto dal tuo CCNL?
Consulta le pagine dedicate ai Contratti Collettivi Nazionali. In fondo troverai una tabella riassuntiva!
FEDERMECCANICA
CONFAPI
ARTIGIANATO
I contratti e leggi prevedono il rispetto di norme comportamentali nei luoghi di lavoro e ogni infrazione può essere contestata ed eventualmente sanzionata dal datore di lavoro. Nessun provvedimento disciplinare potrà essere adottato senza la preventiva contestazione degli addebiti al lavoratore e senza aver sentito le sue giustificazioni.
La contestazione degli addebiti sarà effettuata mediante comunicazione scritta, nella quale sarà indicato il termine entro cui il lavoratore potrà rispondere. Tale termine non potrà in nessun caso essere inferiore a cinque giorni lavorativi. La contestazione deve essere effettuata tempestivamente una volta che l’azienda abbia acquisito conoscenza dell’infrazione.
Rispondere ad una contestazione
Hai assolutamente il diritto di difenderti e di rispondere ad una lettera di contestazione! Puoi rispondere in forma scritta oppure in forma orale e hai sempre diritto di farti assistere dal tuo rappresentante FIOM in azienda o da un rappresentante territoriale.
Dopo aver ascoltato le giustificazioni l’azienda dovrà comunicare per iscritto l’eventuale provvedimento disciplinare entro cinque giorni lavorativi dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue giustificazioni. Trascorsi gli anzidetti periodi previsti senza che sia stato mandato alcun provvedimento, le giustificazioni addotte dal lavoratore si intendono accolte.
L’entità del provvedimento disciplinare deve essere proporzionale alla gravità dell’infrazione commessa e comunque rispondente a quanto previsto dal Contratto Nazionale applicato nella tua azienda. Il provvedimento può essere in ordine di gravità:
- Un richiamo verbale
- Un richiamo scritto
- Una multa (fino a massimo 3 ore)
- Una sospensione (fino a massimo 3 giorni)
- Un licenziamento per giusta causa
Ricorda! Copia del Contratto Nazionale e dell’eventuale regolamento aziendale devono essere sempre disponibili in Azienda e affissi in luogo ben visibile.
Pensi di aver subito un provvedimento
ingiusto o sproporzionato?
La FIOM può assisterti! Contatta il nostro Ufficio Tutela
Tutti i lavoratori, in particolare in caso di mancanza o carenza di misure di sicurezza e di protezione della salute, possono essere colpiti da infortuni sul lavoro. Quando un lavoratore si infortuna, deve avvisare immediatamente l’azienda, che è obbligata a compilare la denuncia relativa.
L’azienda non può chiedere al lavoratore infortunato di andare in malattia anziché in infortunio. Non solo ciò è un atto vietato dalla legge, ma può creare un danno incalcolabile al lavoratore stesso nel caso in cui, successivamente, insorgessero complicazioni allo stato di salute.
Per la stessa ragione è importante che la denuncia sia registrata in ogni caso, anche per infortuni apparentemente di lieve entità.
Patronato INCA-CGIL
Se hai subito un infortunio scrivici indicando i dati anagrafici e la data dell’infortunio: sarai ricontattato da un operatore INCA-CGIL che ti spiegherà cosa fare e seguirà l’iter della pratica.
Perché è importante denunciare un infortunio?
Denunciare è fondamentale per avere un livello di tutela personale maggiore, ma anche per evitare che altri infortuni possano accadere in futuro e spingere l’azienda ad adottare tutte le misure di prevenzione necessarie.
Durante il tutto il periodo di infortunio, ovvero fino a quando l’INAIL non stabilisce che è possibile rientrare al lavoro, ogni lavoratore ha diritto a percepire una indennità che sarà integrata dall’azienda fino al 100% della normale retribuzione. In base alla gravità dell’infortunio e al livello di responsabilità dell’Azienda possono essere inoltre riconosciute:
- Il pagamento delle spese mediche e delle terapie necessarie alla guarigione;
- Un indennizzo nel caso in cui l’infortunio comporti una inabilità temporanea o permanente;
- Il risarcimento del danno
Hai bisogno di maggiori informazioni?
Contatta direttamente il Patronato INCA-CGIL!
La tutela per la malattia e gli infortuni non sul lavoro è stata una grande conquista del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori che assicura la continuità di reddito e il diritto a conservare il posto di lavoro.
Nei nostri Contratti Nazionali abbiamo conquistato ulteriori e migliori tutele rispetto a quanto previsto dalla legge sia in termini di retribuzione (con integrazione a carico delle aziende di quanto dovuto dall’INPS) sia in termini di estensione del periodo per il quale l’azienda non può risolvere il rapporto di lavoro.
Cosa devo fare in caso di malattia?
1) Entro il primo giorno di assenza, cioè prima del fine turno, avvisare l’azienda dell’avvenuta malattia.
2) Nel caso che il domicilio in cui ci si trova, sia diverso da quello noto all’azienda, va comunicato alla stessa;
3) Entro il secondo giorno, dall’inizio dell’assenza va comunicato il protocollo del certificato medico.
In caso di prosecuzione della malattia la comunicazione all’azienda ha le stesse modalità e tempistiche previste all’inizio dell’evento di malattia
Fasce orarie per l’accertamento dello stato di salute e domicilio
In caso di malattia, un ispettore del lavoro potrà recarsi al tuo domicilio per verificare il tuo effettivo stato di salute. Le verifiche potranno avvenire dalle ore 10 alle ore 12 o dalle ore 17 alle ore 19 di un qualunque giorno a partire dalla data di inizio malattia, inclusi festivi e domeniche. Fa fede il domicilio, ancorchè temporaneo, dichiarato dal lavoratore all’inizio del periodo di malattia.
Naturalmente, sono fatte salve le necessità di assentarsi dal recapito comunicato per motivi inerenti la malattia o per gravi, eccezionali motivi familiari comunicati preventivamente all’azienda e successivamente documentati. Eventuali variazioni di domicilio o dimora devono essere sempre comunicati all’azienda, anche se temporanei.
Malattia insorta durante le ferie
Qualora una malattia insorga durante un periodo di ferie consecutive, queste potranno essere sospese in due circostanze: se la malattia implica un ricovero ospedaliero della durata maggiore o uguale al periodo di ferie; se la prognosi diagnostica è superiore a 7 giorni di calendario. Ai fini dell’effetto sospensivo il lavoratore dovrà assolvere agli obblighi di comunicazione, di certificazione e di ogni altro adempimento necessario per l’espletamento della visita di controllo dello stato d’infermità previsti dalle norme di legge e dalle disposizioni contrattuali.
Attenzione!
La conservazione del posto di lavoro e il pagamento della malattia sono sempre argomenti molto delicati, per cui è sempre bene consultare il proprio delegato FIOM in azienda o i nostri funzionari territoriali
Conosci i tuoi diritti.

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