Approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Unionmeccanica-Confapi
Si è conclusa ieri, 23 luglio, la consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori indetta da Fim, Fiom e Uilm sull’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL Unionmeccanica-Confapi, sottoscritto il 4 giugno 2026.
La consultazione certificata, effettuata dopo oltre 2.300 assemblee convocate nei luoghi di lavoro, ha registrato un larghissimo consenso dei lavoratori sull’ipotesi di accordo, che prevede aumenti salariali oltre l’inflazione, il mantenimento della clausola di salvaguardia e un rafforzamento delle tutele normative e dei diritti, a partire da quelli su salute e sicurezza, mercato del lavoro e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
I dati quasi definitivi indicano una percentuale di lavoratrici e lavoratori favorevoli all’accordo pari al 98,95%, con un aumento della partecipazione al voto rispetto alle precedenti consultazioni.
Sulla base dell’esito positivo della consultazione certificata, Fim Fiom Uilm comunicheranno a Unionmeccanica-Confapi lo scioglimento della riserva per l’effettiva applicazione del CCNL sottoscritto il 4 giugno scorso.
Il risultato a Bologna
Anche a Bologna la mobilitazione è stata straordinaria. La Fiom di Bologna ha promosso assemblee capillari in tutto il territorio, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori di centinaia di aziende del comparto Confapi.
I numeri della consultazione a Bologna
Un lavoro intenso e capillare, quello svolto dalla Fiom di Bologna, che valorizza non solo un importante rinnovo del CCNL, ma anche il valore stesso del voto: migliaia di lavoratori, dopo essersi mobilitati e tenuti costantemente informati sull’andamento della trattativa, hanno potuto esprimersi direttamente sul proprio contratto.
A Bologna il 98,83% delle lavoratrici e dei lavoratori consultati ha detto SI all’ipotesi di accordo: un risultato che conferma la forza della partecipazione democratica costruita assemblea dopo assemblea, azienda dopo azienda.
Cosa prevede l’accordo: la sintesi
Il rinnovo, valido per il quadriennio 2025-2028, interviene soprattutto su salario e clausola di garanzia, oltre a introdurre nuovi diritti su welfare, sanità integrativa, permessi e mercato del lavoro.
💶 Salario
L’aumento complessivo sui minimi contrattuali è di 200 euro al 5° livello, pari a una crescita del 9,32%, superiore al tasso di inflazione IPCA-NEI stimato per il periodo (7,20%). Questo significa che, oltre alla difesa del potere d’acquisto, resta un incremento reale aggiuntivo di circa 41 euro al mese.
Gli aumenti sono distribuiti su più tranche: 100 euro nel biennio 2025-2026 (già erogati, con quote a giugno e settembre 2025 e a giugno 2026) e altri 100 euro nel biennio 2027-2028, con tranche di 45 euro a giugno 2027 e 55 euro a giugno 2028.
Per il 2027 e il 2028 i minimi verranno inoltre adeguati sulla base dell’andamento reale dell’inflazione IPCA-NEI, qualora superi soglie prefissate (2,653% per il 2027 e 2,729% per il 2028).
🛡️ Clausola di garanzia
L’accordo conferma la clausola di garanzia sul potere d’acquisto: un meccanismo che, per gli anni 2027 e 2028, lega l’adeguamento dei minimi contrattuali all’inflazione realmente misurata (IPCA-NEI, al netto degli energetici importati), scattando quando questa supera le soglie concordate. Uno strumento pensato per proteggere i salari da eventuali impennate del costo della vita non previste al momento della firma.
L’accordo rafforza inoltre altre tutele importanti: dal 2028 il welfare aziendale sale a 250 euro annui, viene introdotta una contribuzione per la sanità integrativa (120 euro annui dal 2027, 132 dal 2029), nuovi permessi retribuiti per la malattia dei figli e per le lavoratrici e i lavoratori con disabilità o patologie oncologiche, oltre a limiti più stringenti sui contratti a termine e sulla somministrazione a tempo determinato.
Dove trovare i contenuti del contratto
Il testo integrale dell’ipotesi di accordo sottoscritta il 4 giugno 2026 è consultabile sul sito nazionale Fiom-Cgil.
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