2 Agosto 2026: siamo ancora chiamati a difendere la verità
23 Luglio 2026
SIAmO ANCORA CHIAMATI A DIFENDERE LA VERITÀ | FIOM-CGIL Bologna
Eventi Mobilitazioni

31 Luglio 2026

Manifestazione 2 Agosto 2026

  • Concentramento ore 8:30 — Piazza Maggiore, Bologna
Volantino per bacheca Scarica il PDF da affiggere in azienda

Il 2 agosto 2026 ricorre il quarantaseiesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Alle 10:25 del 2 agosto 1980, nella sala d’aspetto di seconda classe gremita di turisti e viaggiatori, un ordigno nascosto in una valigia abbandonata esplose facendo crollare l’ala ovest dell’edificio: 85 morti e oltre 200 feriti, il più grave attentato terroristico della storia repubblicana.

Dopo decenni di depistaggi, la matrice fascista della strage è oggi verità storica. Ma la verità giudiziaria piena non è ancora arrivata a fare giustizia fino in fondo per le vittime, per i superstiti e per le migliaia di famiglie segnate per sempre da quella mattina.

Negli ultimi anni un passaggio processuale decisivo ha rafforzato questa verità: il cosiddetto “processo ai mandanti” si è concluso con la conferma in Cassazione delle condanne di appello — ergastolo definitivo per Paolo Bellini, condanne per Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia. Sentenze che certificano, nero su bianco, che la strage fu ideata ed eseguita da ambienti massonici, fascisti, mafiosi e da apparati infedeli dello Stato.

In questi anni la FIOM ha presidiato le aule dei tribunali di Bologna e Roma con delegate, delegati, attiviste e attivisti, sempre accanto all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980.

Chi sono i responsabili, secondo le sentenze definitive

Gli esecutori materiali individuati dalla giustizia sono Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, ex esponenti di spicco dei Nuclei Armati Rivoluzionari, Luigi Ciavardini, all’epoca minorenne, Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, quest’ultimo legato anche ad ambienti della ‘Ndrangheta e indagato per altre stragi degli anni Novanta.

Tra i mandanti e i depistatori accertati figurano Licio Gelli, capo della loggia massonica P2 e finanziatore della strage, il faccendiere Francesco Pazienza, l’imprenditore piduista Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato, a capo dell’Ufficio Affari Riservati, il senatore missino Mario Tedeschi e gli agenti dei servizi Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, oltre a Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia, condannati per il loro ruolo nei depistaggi.

Restano ancora zone d’ombra da chiarire: non tutti coloro che presero parte materialmente alla strage sono stati identificati, e permangono legami inquietanti con la strage del Rapido 904 e con le stragi di mafia degli anni successivi.

Il nostro impegno continua

Il rinnovato impegno della FIOM al fianco di chi lotta per verità e giustizia prosegue tutto l’anno: nelle assemblee nei luoghi di lavoro, negli approfondimenti nelle assemblee generali, nella presenza costante nelle piazze. Oggi come ieri il nostro compito resta lo stesso: sempre dalla parte delle vittime e dei loro familiari, mai da quella di chi con la violenza e le bombe voleva distruggere i fondamenti democratici della nostra Repubblica.

Anche quest’anno, per la ricorrenza del 46° anniversario dell’attentato, la città di Bologna vivrà diversi momenti di commemorazione. Il più importante è la manifestazione della mattina di domenica 2 agosto, con concentramento alle ore 8:30 in Piazza Maggiore.

La FIOM sarà presente, come ogni anno: invitiamo tutte le metalmeccaniche e i metalmeccanici a partecipare, per continuare a tenere viva la memoria e rinnovare il nostro impegno ad accendere una luce su uno dei momenti più bui della storia repubblicana.

Il 2 agosto non si dimentica. Siamo ancora chiamati a difendere la verità.

FIOM-CGIL Bologna

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