Pubblichiamo il Comunicato Sindacale scritto unitariamente dalla Rsu dello Stabilimento Bonfiglioli di Calderara di Reno che ricostruisce i fatti gravissimi avvenuti venerdì 29 Maggio e le dichiarazioni di Simone Selmi, Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna e di Gianni Cotugno, Segretario Generale della Fiom-Cgil Emilia Romagna e Coordinatore Nazionale per la Fiom del Gruppo Bonfiglioli.
Invitiamo gli organi di stampa a partecipare alla conferenza stampa prevista per mercoledì 3 giugno alle ore 10:00 in via Cavalier Bonfiglioli, Calderara.
Nonostante le proposte che la Rsu e le OO.SS. (Fiom, Uilm e Usb) hanno portato nella discussione sulla gestione della reinternalizzazione delle attività di logistica, siamo costretti a constatare che siamo molto distanti da una soluzione che, come dichiarato a più riprese, “non lasciasse indietro nessuno dei lavoratori attualmente impegnati nell’appalto”.
La nostra Azienda si sta rifiutando di applicare un accordo sindacale, siglato dalla Rsu e dal Sindacato nel 1997 il cui spirito è per noi molto chiaro e particolarmente significativo: nell’accordo si è proceduto a esternalizzare l’attività di logistica a patto che – in caso di una futura reinternalizzazione – tutti i lavoratori fossero tutelati.
Abbiamo scioperato a Febbraio perché è stata gravissima la mancata informazione circa la volontà di chiudere i contratti di appalto, così come altrettanto grave è stata la dichiarazione dell’Azienda di non ritenere di dover applicare un accordo sindacale.
Nonostante questo abbiamo comunque avviato la trattativa e lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità e con il solo obiettivo di gestire con un accordo gli effetti di un investimento in innovazione sulla occupazione complessiva del sito e sulla nuova gestione dell’organizzazione del lavoro per i nostri colleghi/e nelle attività di logistica a partire dall’anno prossimo.
Responsabilmente abbiamo portato avanti per 8 incontri una trattativa e, contemporaneamente, i nostri colleghi di Bcube hanno addirittura dato tutto il sostegno necessario per recuperare i ritardi accumulati e per evitare anche solo la possibilità che si determinasse un problema di sicurezza nello stabilimento.
Nella trattativa non ci siamo limitati a chiedere all’azienda semplicemente rispetto dell’accordo del 1997 ma abbiamo avanzato proposte concrete e razionali per gestire l’impatto complessivo sul sito guardando sempre alla tutela di tutte e tutti.
Nessuna di queste proposte è stata accolta e dopo 8 incontri GIUSTAMENTE i nostri colleghi/e di Bcube hanno ripreso la mobilitazione.
Quanto avvenuto oggi venerdì 29 Maggio in EVO è di una gravità senza precedenti per la storia della nostra Azienda.
A fronte dello sciopero dei colleghi/e di Bcube l’Azienda ha proceduto a formare e inserire nelle attività gestite in Appalto nostri colleghi/e Bonfiglioli.
Come RSU abbiamo immediatamente evidenziato che per noi questa azione è innanzitutto sbagliata e ingiusta (oltre che probabilmente in contrasto con il diritto di sciopero) e che, al posto di pensare a come sostituire lavoratori in sciopero, sarebbe stato preferibile che si investisse tempo e energie per valutare le nostre proposte e trovare finalmente una soluzione.
Abbiamo avvisato l’Azienda che se avessero continuato a sostituirsi nelle attività saremmo stati costretti a dichiarare sciopero, ci è stato risposto che come RSU potevamo fare quello che volevamo, tanto l’Azienda è nel giusto.
Di fronte all’ennesima conferma della mancanza di volontà di dialogo, abbiamo dovuto fischiare lo sciopero.
Mentre i delegati sindacali presenti in quel momento passavano tra le linee per fischiare lo sciopero, la Presidente dell’Azienda accompagnata da altre figure dirigenziali ha urlato e attaccato verbalmente alcuni componenti della Rsu, utilizzando parole ingiuriose e palesemente false contro i colleghi/e di Bcube.
Non abbiamo parole per descrivere quanto questo atteggiamento sia intollerabile e contrasti in maniera violenta con i tentativi che come Rsu Bonfiglioli in questi mesi abbiamo fatto per provare a risolvere una vertenza nata e creata unicamente dalle scelte fatte dall’Azienda:
- Hanno deciso di internalizzare l’appalto senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato e senza ritenere di dover affrontare un confronto sindacale;
- Hanno deciso di investire in una processo di automazione che avrebbe modificato l’organizzazione del nostro lavoro senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato, programmando una riduzione dell’occupazione nel sito;
- Hanno deciso di portare avanti il progetto di internalizzazione dichiarando esplicitamente di non essere tenuti a rispettare un accordo sindacale firmato esattamente con lo scopo di regolare una situazione come questa.
Se questa è l’idea di innovazione che la nostra Azienda ha in testa, più che consentirci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo e proiettarci nel futuro, ci sta riportando dritti al 1800 e ad un modo di gestire il rapporto con i lavoratori e con il sindacato che non possiamo ritenere in alcun modo accettabile.
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Calderara di Reno, 29 Maggio 2026 RSU Evo Bonfiglioli
DICHIARAZIONE DEI SEGRETARI DELLA FIOM BOLOGNA E DELLA FIOM EMILIA ROMAGNA
“Questo successo è gravissimo e rappresenta il punto più basso possibile delle relazioni in azienda.
Provare ad intimidire i delegati e i lavoratori nell’esercizio di un diritto costituzionale, denigrare le persone che in alcuni casi da oltre 20 anni svolgono il loro lavoro con serietà e dedizione, configura non solo una violazione delle più basilari forme di tutela delle prerogative dei lavoratori di organizzarsi e scioperare contro le profonde ingiustizie messe in campo, ma anche un atteggiamento non all’altezza di una grande realtà con un ruolo politico di rappresentanza del mondo delle imprese, più vicino a una ferriera di fine Ottocento che a una moderna azienda industriale come dovrebbe essere la Bonfiglioli” dichiara Gianni Cotugno Segretario Generale della Fiom-Cgil Emilia Romagna e Coordinatore Nazionale per la Fiom del Gruppo Bonfiglioli
“Quanto è successo oggi in Bonfiglioli è un atto grave contro le libertà sindacali e contro le lavoratrici e i lavoratori. Affrontare delegati di fabbrica mentre fischiano lo sciopero, togliere il fischietto e mettersi a fischiare al loro posto, urlare nei reparti produttivi e affermare che i lavoratori coinvolti nella chiusura dell’appalto del magazzino non entreranno mai in Bonfiglioli, è un atto ostile alle organizzazioni sindacali tutte, alle istituzioni di questo territorio e a tutti i tavoli regionali e della città metropolitana attivi.
Sonia Bonfiglioli è la presidente di Confindustria Area Emilia Centro che rappresenta gli imprenditori di 4 territori in Emilia Romagna: va capito se gli imprenditori di Bologna si sentono rappresentati da una Confindustria che ha alla sua presidenza un padrone che ha portato le relazioni sindacali al 1800. L’imprenditoria Bolognese, che vanta ovunque un sistema di relazioni sindacali avanzato, si sente davvero rappresentato da chi agisce in questo modo e ritiene che si possa investire scarificando l’occupazione e scaricando i costi sociali sugli appalti e sul territorio?” Dichiara Simone Selmi Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna
PER RICOSTRUIRE LA VERTENZA
https://fiom-bologna.org/2026/03/03/bonfiglioli-prosegue-il-confronto-sulla-logistica- obiettivo-condiviso-dalle-parti-non-lasciare-indietro-nessuno/

