La Legge di Bilancio 2026, recentemente approvata dal Governo, conferma ancora una volta una scelta di campo precisa: quella di non risolvere i problemi strutturali del Paese, a partire dal sistema previdenziale e dal fisco, e di peggiorare ulteriormente le condizioni di vita e di lavoro.
Come Fiom-Cgil di Bologna, ribadiamo la nostra netta contrarietà a questo provvedimento, che non risponde alle nostre rivendicazioni storiche e alle reali necessità delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dai metalmeccanici del nostro territorio.
L’adesione nelle fabbriche allo sciopero generale del 12 Dicembre e l’incapacità del Governo di recepire le necessità e i bisogni delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici, rendono necessario continuare a mobilitasi, informare sui cambiamenti introdotti
Le pensioni peggiorano, la Fornero resta
Le promesse elettorali di abolire la Legge Fornero sono state di nuovo disattese. Anzi, dal 2028 i requisiti per accedere alla pensione (sia di vecchiaia che anticipata) aumenteranno ulteriormente. Vengono cancellate misure come l’”Opzione Donna”, mentre sul tavolo restano le nostre proposte: pensione con 41 anni di contributi o a 62 anni di età, con anticipazioni per lavori gravosi e rischiosi e un nuovo metodo di calcolo a tutela del reddito.
Previdenza complementare: l’adesione automatica non è la risposta
Pur intervenendo su alcuni aspetti (come l’aumento del limite di deducibilità dei contributi), la legge introduce l’adesione automatica ai fondi pensione per i nuovi assunti del settore privato. Per noi questo è un segnale preoccupante di un disegno che punta a scaricare sempre di più sulla previdenza privata il peso del futuro pensionistico, indebolendo il sistema pubblico. La scelta deve rimanere libera, consapevole e sindacalmente orientata.
Fisco: bonus per i ricchi, briciole per gli altri
La riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per la fascia di reddito 28.000-50.000 euro è una misura discriminatoria. Non dà nulla a chi guadagna meno di 28.000€ e regala fino a 440€ annui a chi sta sopra i 50.000€. Grazie alla mobilitazione e allo sciopero generale del 12 dicembre 2025, c’è stato sì un miglioramento sulla detassazione degli aumenti contrattuali (limite alzato da 28.000 a 33.000€), ma la misura resta limitata, temporanea ed esclude il pubblico impiego.
Dobbiamo renderla strutturale, senza tetti e per tutti.
Genitorialità: interventi insufficienti
Non ci sono i necessari interventi strutturali su reddito, servizi, conciliazione e contrasto alla precarietà per le famiglie. Vengono solo ritoccati alcuni congedi e confermato un bonus mamme modesto. La priorità (non diritto) nella trasformazione del part-time per genitori con tre figli è una misura debole, che non affronta il nodo della qualità del lavoro e dei carichi di cura.
Perché mobilitarsi ancora?
Questa legge di bilancio dimostra che la mobilitazione paga, come abbiamo visto sull’aumento del limite per la detassazione. Ma ciò che è stato ottenuto non è sufficiente. I provvedimenti sono frammentari, spesso temporanei, e non affrontano le questioni di fondo: un sistema pensionistico ingiusto, un fisco che favorisce i più ricchi, la mancanza di servizi e diritti per le famiglie.
Per un metalmeccanico, conoscere questi cambiamenti è fondamentale: riguardano il nostro futuro pensionistico, la nostra busta paga, il nostro potere d’acquisto e l’equilibrio tra vita e lavoro.
Continueremo a lottare per la cancellazione della Legge Fornero, per un fisco giusto, per un welfare che sostenga veramente le persone e per un modello di sviluppo che metta al centro il lavoro dignitoso.
Leggi, scarica e diffondi i volantini di approfondimento per conoscere nel dettaglio tutti i cambiamenti:
La battaglia non è finita. Per ottenere risultati concreti serve la forza e l’unità di tutte e tutti.
Continuiamo a mobilitarci!
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