Per Mattia, per tutte noi: fermare la strage sul lavoro
24 Ottobre 2025

Giovedì 23 ottobre 2025, insieme alla CGIL di Bologna, ai nostri RLS e alle delegate e ai delegati sindacali, abbiamo partecipato al presidio di fronte al Tribunale di Treviso, in occasione dell’udienza del processo per la morte di Mattia Battistetti, giovanissimo lavoratore che ha tragicamente perso la vita sul lavoro.

Fin dall’inizio del processo abbiamo garantito la nostra presenza, non solo per esprimere solidarietà alla famiglia di Mattia, ma anche per ribadire l’impegno costante della FIOM e della CGIL nella lotta contro le morti sul lavoro.

Essere presenti fisicamente al processo, attraverso il quale cerchiamo di restituire giustizia e dignità a Mattia e alla sua famiglia, rappresenta un momento importante di consapevolezza collettiva. È un modo per non dimenticare e per continuare a lottare affinché i luoghi di lavoro siano sempre più sicuri.

Di seguito pubblichiamo con orgoglio la lettera scritta dalla madre di Mattia, che con straordinaria forza e coraggio sta portando avanti una battaglia di grande dignità per ottenere giustizia per suo figlio e fermare la strage nei luoghi di lavoro.

Lettera di ringraziamento           

Care amiche e cari amici,

sono Monica Michielin, mamma di Mattia Battistetti e desidero ringraziarvi con tutto il cuore per essere in viaggio oggi, venendo da Bologna, per un giorno così importante, per la chiusura del processo a carico di 6 imputati accusati della morte di Mattia. E vi ringrazio anche a nome di mio marito Giuseppe, di mia figlia Anna e dei nonni di Mattia.
La vostra presenza è un dono prezioso: significa vicinanza, solidarietà, partecipazione.
Non è solo un gesto di affetto, ma la conferma che la ricerca della verità e della giustizia non appartiene mai a una sola famiglia, ma dovrebbe coinvolgere una comunità intera.

Entrare in aula oggi, 23 ottobre 2025, significa respirare molto: la fatica, la tensione, i ricordi delle udienze precedenti, i momenti in cui il dolore sembrava più forte della voce, le energie erano spese a placare la rabbia.
Ma si respirerà anche qualcosa di diverso: la forza di essere insieme, la dignità di chi ha continuato a credere, giorno dopo giorno, che Mattia meriti verità e giustizia.

Mattia aveva solo ventitré anni.
Il 29 aprile 2021, mentre lavorava a Montebelluna, la sua vita è stata spezzata da un incidente che non avrebbe mai dovuto accadere: in un cantiere edile Bordignon, un carico di 15 quintali di impalcature si è sganciato da una gru in movimento e lo ha colpito alle spalle uccidendolo sul colpo.
Un ragazzo pieno di vita, di sogni, di fiducia nel futuro. Un futuro che gli è stato tolto in un istante, lasciando dietro di sé domande, ferite, silenzi, la mia disperazione!
Da allora, ogni passo compiuto in questo lungo percorso giudiziario è stato un atto d’amore, un atto di verità, e anche un atto di resistenza contro l’indifferenza di tanti; non mi vergogno a dirlo che ho bussato a tante istituzioni e a tante porte e poche mi sono state aperte.
Il calore e l’affetto sincero di Voi “bolognesi” lo abbiamo fin da subito percepito sincero e costruttivo.            

Il processo che oggi si chiude non è soltanto una questione legale: è un cammino umano e collettivo. Un cammino che abbiamo percorso insieme a tante persone che, come voi, hanno scelto di esserci, di condividere il peso e il senso di questa vicenda.
La vostra presenza qui, oggi, quando entrerete in aula, testimonia che la giustizia non è un luogo freddo, ma uno spazio dove la vita e la memoria possono trovare voce, un luogo dove ognuno di voi farà emergere la propria sensibilità.
È un segno che Mattia non è stato dimenticato.
È un segno che la verità, anche quando tarda, trova sempre chi la accompagna e, alla fine di questo percorso giudiziario resterà la forza di questa vicinanza, la certezza di non aver camminato soli, la consapevolezza che il nome di Mattia continuerà a vivere attraverso l’impegno e la memoria di tutti noi.
Mattia è in mezzo a noi, Mattia è farfalla bianca!

Grazie, di cuore, per esserci stati, per la vostra umanità, per la vostra presenza discreta ma piena di significato; oggi purtroppo non riuscirò a salutare ognuno di voi, ma vi porto dentro di me con grande affetto.
Con profonda gratitudine,

Monica Michielin

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