Lettera aperta: salviamo la Gaggio Tech
7 Ottobre 2025

A Michele De PascalePresidente della Regione Emilia-Romagna

A Vincenzo Colla ‑- Vicepresidente con delega Sviluppo economico e green economy

A Giovanni PagliaAssessore Attività Produttive Regione Emilia-Romagna

A Matteo LeporeSindaco della Città Metropolitana di Bologna

Ai Sindaci del territorio

Lettera aperta: richiesta di intervento urgente per la salvaguardia occupazionale e il rilancio produttivo dello stabilimento Gaggio Tech (ex Saga Coffee, Gaggio Montano)

Spettabili Istituzioni,

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU di Gaggio Tech, a nome di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori, scrivono per denunciare la situazione drammatica in cui versano le Lavoratrici e i Lavoratori dello stabilimento Gaggio Tech e per chiedere un intervento immediato delle Istituzioni.

Nel 2021 il Gruppo Evoca annunciò la chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano, con la conseguente perdita di 220 posti di lavoro. Fu un colpo durissimo per il territorio. Ma dopo 100 giorni di presidio sotto le intemperie, grazie all’aiuto del sindacato, al sostegno della Regione e soprattutto alla forza e alla coesione dei lavoratori, si riuscì a costruire un progetto di reindustrializzazione. Due gruppi imprenditoriali – Tecnostamp Triulzi e Minifaber – decisero di investire e dare vita a Gaggio Tech.

L’azienda nacque con l’obiettivo di sviluppare la produzione plastica e il riciclo dei materiali, affiancando a ciò un reparto di carpenteria con impianti moderni e tecnologicamente avanzati: verniciatura, laser, piegatrici. Le Lavoratrici e i Lavoratori accettarono la sfida di questo nuovo inizio, consapevoli delle difficoltà, ma pronti a mettersi in gioco. Hanno partecipato ai corsi di formazione messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e, con impegno, si sono rimboccati le maniche per costruire una nuova prospettiva.

Tuttavia, il progetto avviato nel 2022 non ha prodotto i risultati sperati, soprattutto nella parte plastica, che rappresentava il fulcro degli investimenti. Oggi, i circa 100 dipendenti di GaggioTech si trovano nuovamente di fronte a un baratro: pur avendo reindustrializzato lo stabilimento, pur disponendo di presse, laboratori all’avanguardia e un mulino per il riciclo, e pur contando su una forza lavoro qualificata, sono coinvolti loro malgrado in una procedura di liquidazione. Questa deriva non è responsabilità dei Lavoratori: è stata causata dal socio di maggioranza (Triulzi) e da una riduzione delle commesse da parte di Enel.

Il territorio montano, dove le Lavoratrici e i Lavoratori vivono, è già fragile, e oggi rischia di subire un colpo definitivo. La mancanza di prospettive e di occupazione sta spingendo le famiglie ad abbandonare la montagna. Comunità un tempo vive e orgogliose rischiano di trasformarsi in luoghi deserti, con gravi conseguenze per l’intera vallata e per le piccole realtà economiche locali.

Per queste ragioni, chiediamo con forza che le Istituzioni si impegnino nuovamente al nostro fianco. Non si tratta solo di salvare posti di lavoro – che restano la priorità – ma anche di ricucire lo strappo culturale e sociale che questa crisi sta producendo. La perdita di un presidio produttivo in montagna significa perdita di coesione, di servizi, di futuro. Significa desertificazione sociale. Significa consegnare un pezzo del territorio all’incertezza che una desertificazione industriale produce. Pensiamo sia arrivato il momento che anche la classe imprenditoriale del nostro territorio metropolitano sia responsabilmente a disposizione nel prevedere il sostengo dal punto di vista industriale e produttivo ad una realtà che resta simbolo di un processo capace di invertire l’abbandono delle zone collinari e montane.

Ricordiamo inoltre che la maggior parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori in Gaggio Tech sono donne: in un contesto come questo, conciliare lavoro e famiglia diventa un’impresa ancora più difficile. Eppure, parliamo di persone che hanno sempre dimostrato impegno, professionalità e capacità di affrontare sfide quotidiane.

Nella vertenza del 2021 furono pronunciate parole, dall’allora Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ancora oggi sentiamo profondamente vere: “Un posto in montagna vale dieci posti in città.” Oggi, quelle parole devono tornare a essere un impegno concreto da parte di chi ha la responsabilità di governare e di tutelare il lavoro.

Dal primo ottobre si aprirà la Cassa Integrazione per cessazione di attività. Si tratta di un ammortizzatore sociale che durerà soltanto un anno, un tempo limitatissimo rispetto alla gravità della situazione, e che, cosa ancor più grave, non verrà anticipato dall’azienda. Ciò significa che i lavoratori e le loro famiglie rischiano di rimanere per mesi senza reddito, in un momento già segnato da precarietà e incertezza.

Per questo motivo sollecitiamo con forza la Regione ad attivarsi presso l’INPS affinché l’erogazione dell’indennità avvenga con tempistiche certe, rapide e senza ritardi, perché a questo dramma non si aggiunga un dramma ancora più grande: quello di non poter garantire la sopravvivenza economica delle famiglie in attesa di una prospettiva concreta di futuro.

Ringraziando anticipatamente per l’attenzione e la sensibilità che vorrete riservare alla nostra difficile condizione, restiamo a disposizione per un incontro urgente e per ogni approfondimento.

Le OO.SS La RSU Gaggio TECH

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