Il Gruppo indiano TSF, dopo aver spostato la produzione in India, chiude lo stabilimento italiano.
La FIOM: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Sciopero immediato per il ritiro dei licenziamenti.
Ancora licenziamenti alla Leggaro Composites Mind Srl di Zola Predosa.
Oggi, 2 ottobre 2025, le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia, aderendo tutti allo sciopero proclamato dalla Fiom contro la decisione dell’azienda di cessare l’attività e licenziare tutto il personale entro fine anno.
La protesta esplode a seguito dell’incontro svoltosi ieri, 1° ottobre, tra FIOM-CGIL e la direzione aziendale. In quell’occasione, invece di valutare un nuovo ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per far fronte alla contrazione degli ordini, l’azienda ha annunciato l’apertura di una procedura di cessazione dell’attività e licenziamento collettivo per 15 dipendenti su 20, oltre all’interruzione delle missioni per 7 lavoratori in somministrazione.
Una crisi annunciata e, a parere della Fiom, frutto di precise scelte aziendali.
La Leggaro Composites Mind, nata nel 2006 e specializzata in componenti in materiali compositi leggeri per i settori medicale e automotive (con clienti anche nel luxury e nel motorsport), è stata acquisita nel 2020 dal colosso indiano TSF Group.
Antonio Felice, funzionario della FIOM-CGIL di Bologna, dichiara: “È proprio il caso di dirlo: il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Quello che sta accadendo oggi è la fotocopia di quanto avvenuto nel 2021. Allora, il Gruppo TSF, dopo aver acquisito la maggioranza, presentò alla RSU e alla FIOM un progetto di potenziamento dello stabilimento di Zola Predosa. Quelle promesse si tramutarono, pochi mesi dopo, nei primi licenziamenti, nonostante l’azienda avesse appena usufruito di finanziamenti pubblici regionali.
Oggi ripropone lo stesso copione: solo un anno e mezzo fa ci parlava di investimenti in prototipazione per hypercar, di un aumento del 30% del fatturato e della garanzia della stabilità finanziaria del Gruppo.
Intanto, però, le produzioni venivano dirottate in India.”
La FIOM-CGIL, durante l’incontro, ha proposto soluzioni alternative per salvaguardare l’occupazione e lo stabilimento, ma si è scontrata con un muro.
La risposta dell’azienda è stata netta: la decisione dei vertici di TSF Group e Leggaro Composites India è di terminare la produzione in Italia entro dicembre.
Terminato l’incontro, i lavoratori hanno tenuto un’assemblea e all’unanimità, insieme alla FIOM, hanno proclamato un pacchetto di ore di sciopero, partito oggi stesso.
La richiesta delle lavoratrici e dei lavoratori è chiara:
RITIRO IMMEDIATO DELLA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO.
“È inaccettabile l’atteggiamento di Leggaro”, conclude Antonio Felice. “Come quattro anni fa, si sceglie la soluzione più facile per continuare a fare profitto, scaricando sui lavoratori i costi di strategie che hanno volutamente depotenziato il sito italiano a vantaggio di quello indiano. La crisi di settore non è l’unica causa, è una scelta precisa. Non ci stiamo e lotteremo con ogni mezzo.”
Le iniziative di protesta e mobilitazione continueranno nelle prossime settimane.
Fiom Cgil Bologna

