Di Simone Selmi Segretario Generale della FIOM-CGIL di Bologna
Care Lavoratrici e Cari Lavoratori, l’8 e il 9 giugno abbiamo un’occasione storica per riformare il mondo del lavoro in Italia. I referendum che ci chiamano alle urne riguardano temi fondamentali che impattano direttamente sulla nostra vita quotidiana e sul nostro futuro.
Ecco perché è essenziale votare “Sì”:
Più stabilità, meno precarietà.
Uno dei referendum mira a limitare l’abuso dei contratti a termine, introducendo causali più stringenti per il loro utilizzo. La precarietà ci priva di diritti, di stabilità economica e della possibilità di pianificare il nostro futuro. Dire “Sì” significa lottare per un mercato del lavoro più giusto e dignitoso, dove i lavoratori non siano costretti a camminare sul filo con l’ansia costante del rinnovo del contratto. Tutti noi abbiamo conosciuto direttamente o indirettamente, tramite parenti o amici, il dramma della precarietà. È ora di dire basta!
No a licenziamenti ingiusti, più forza contrattuale ai lavoratori.
Un altro gruppo di referendum interviene sulle norme relative ai licenziamenti, mirando a rafforzare le tutele per i lavoratori in caso di licenziamento illegittimo e a rendere più giuste le indennità, anche nelle piccole imprese. Questa urgenza di rafforzare le tutele emerge con maggiore forza se si considerano gli effetti deleteri che la cancellazione dell’Articolo 18 ha prodotto sul mondo del lavoro. Tale cancellazione ha reso i lavoratori più esposti al ricatto e alla precarietà, erodendo quella stabilità che un tempo li proteggeva da licenziamenti immotivati e da condizioni di lavoro inique. La consapevolezza di poter essere licenziati con maggiore facilità ha minato la nostra forza contrattuale e la nostra capacità di rivendicare diritti. Si pensi, ad esempio, a un lavoratore assunto in una grande azienda dopo il marzo 2015, quindi sotto il regime del Jobs Act. Se questo lavoratore dovesse far valere un proprio diritto contrattuale, come il rispetto degli orari o delle mansioni previste, potrebbe legittimamente temere ritorsioni. L’azienda, forte infatti della maggiore libertà di licenziamento introdotta dalla nuova normativa, potrebbe inserirlo in una sorta di ‘lista nera’ interna e decidere di licenziarlo alla prima occasione utile, corrispondendo solamente un indennizzo predeterminato che spesso non compensa adeguatamente il danno subito e la perdita del posto di lavoro. Questa situazione di potenziale ricattabilità scoraggia i lavoratori dal far valere i propri diritti, creando un clima di timore e precarietà. Questo è inaccettabile, per questo è importante votare Sì al referendum!
Più sicurezza sul lavoro. Più attenzione alla salute.
Uno dei referendum affronta il tema degli appalti e dei subappalti, toccando di conseguenza anche la questione della sicurezza sul lavoro. Si pensi ai lavoratori impiegati tramite appalto, lavoratori come noi, che troppo spesso operano in condizioni di maggior rischio a causa del vergognoso scaricabarile di responsabilità che il sistema permette alle imprese. Ora, si consideri che, in caso di vittoria del Sì, questo tutto ciò finalmente cesserebbe e le responsabilità sarebbero rese più chiare e certe. La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale. Dire “Sì” significa pretendere ambienti di lavoro più sicuri e sani, dove la nostra salute e la nostra integrità siano tutelate, e dove la prevenzione degli incidenti sia considerata una priorità non solo a parole.
Pensioni, sanità e servizi migliori attraverso un lavoro più stabile.
Sebbene i referendum non riguardino direttamente le pensioni, un mercato del lavoro più stabile, con meno precarietà e maggiori tutele, contribuisce chiaramente a promuovere carriere lavorative più continue e a versamenti contributivi più regolari, elementi fondamentali per pensioni più sicure nel futuro. Un giovane che oggi ottiene un contratto stabile avrà infatti maggiori probabilità di costruire una solida base contributiva per la sua pensione di domani. Lottare contro la precarietà e per maggiori tutele nel lavoro di oggi è anche un modo per investire nella sicurezza pensionistica delle future generazioni. Ma i benefici di un mercato del lavoro più solido e con flussi contributivi regolari vanno ben oltre la sicurezza pensionistica. Un gettito contributivo più stabile e consistente, derivante da un’occupazione meno precaria, si traduce in maggiori risorse disponibili per finanziare e migliorare la qualità di servizi pubblici essenziali come la sanità, la scuola e il trasporto pubblico. Con maggiori entrate, lo Stato può investire in infrastrutture sanitarie più moderne, personale medico e sanitario adeguato, scuole con risorse e insegnanti qualificati, e un sistema di trasporto pubblico efficiente e capillare, a beneficio di tutta la collettività.
Una società più Inclusiva: meno ricatti, più equità salariale e maggiore sicurezza per tutti.
Il referendum sulla cittadinanza promuove l’inclusione e l’integrazione, valori fondamentali per una società coesa e pacifica. Questo è un passo fondamentale per contrastare il dumping salariale: lavoratori stranieri che vivono in una condizione di incertezza giuridica e senza piena cittadinanza sono spesso più vulnerabili e ricattabili, il che può spingerli ad accettare condizioni di lavoro e retribuzioni inferiori. Riconoscere la piena cittadinanza significa parificare i diritti e ridurre la possibilità di sfruttamento, promuovendo una maggiore equità salariale e condizioni di lavoro dignitose per tutti i lavoratori. Inoltre, una maggiore inclusione e un pieno riconoscimento dei diritti civili e politici contribuiscono a costruire una società più coesa e sicura. Lavoratori che si sentono pienamente parte della comunità, con gli stessi diritti e doveri, sono meno esposti al rischio di marginalizzazione e sfruttamento, fattori che possono talvolta essere terreno fertile per tensioni sociali e insicurezza.
Infine: più forza negoziale a partire dal Contratto Nazionale dei Metalmeccanici.
Un esito positivo di questi referendum avrebbe un valore politico innegabile, che Federmeccanica non potrebbe ignorare. La chiara volontà popolare espressa attraverso il voto rappresenterebbe un mandato forte per il miglioramento delle condizioni di lavoro, rafforzando la posizione dei lavoratori nella difficile vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici. La vittoria del “Sì” creerebbe un clima politico e sociale in cui le richieste dei lavoratori metalmeccanici, riguardanti salari, condizioni di lavoro e tutele, assumerebbero un peso maggiore. Federmeccanica si troverebbe di fronte a una dimostrazione di sostegno popolare che renderebbe più difficile ignorare le nostre rivendicazioni sindacali
Quindi, perché è importante il nostro voto?
Perché questa volta, votando compatti 5 SI’, possiamo davvero cambiare le cose dal giorno dopo.
L’8 e il 9 giugno, andiamo a votare e facciamo sentire la nostra voce! Non deleghiamo il nostro futuro: prendiamocelo, ora, con il voto!



