In 10 mila a Bologna contro il DDL Sicurezza
24 Febbraio 2025

Un grande corteo regionale ha attraversato Bologna, unendosi alle piazze di tutta Italia al grido di “FERMIAMO IL DDL SICUREZZA”.

Una manifestazione convocata da decine di realtà sociali, sindacali, movimenti, associazioni e forze politiche dell’Emilia-Romagna, che dal 1° febbraio si sono riunite e organizzate per costruire questo importante appuntamento.

L’abbiamo detto con forza MARELLI, CAFFITALY, BREDAMENARINI, SAECO, SAGA COFFE, MACCAFERRI, METÀ SISTEM, OGGI BERKO è stata la straordinaria resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori a salvare le fabbriche dalla fame di profitto delle aziende e delle multinazionali. 

Il DDL Sicurezza vuole criminalizzare la scelta di orgoglio e di libertà di quelle lavoratrici, che hanno deciso di mettere i propri corpi a difesa della loro dignità, del loro lavoro e del futuro industriale del nostro paese. 

Senza bloccare i cancelli, fermare le merci, senza colpire esattamente dove fa male chi mette quotidianamente il profitto sopra la vita e la dignità delle persone oggi quelle aziende sarebbero solo scheletri abbandonati o preda di qualche becera operazione di speculazione finanziaria o immobiliare. 

E’ chiaro: criminalizzare il conflitto democratico significare scegliere di indebolire il movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, sottrarre con la forza alle donne e agli uomini la possibilità di decidere di organizzarsi insieme per opporsi collettivamente allo strapotere delle multinazionali e dei pochi grandi ricchi del mondo che pretendono di decidere dei nostri corpi e delle nostre vite. 

Criminalizzare il conflitto democratica significa scegliere di stare dalla parte della ferocia, della disumanità e della volontà autoritaria e liberticida dei pochi, grandi miliardari che neanche si preoccupano più di nascondere il solito volto disposto a pagare qualsiasi prezzo per non alterare lo stato di cose esistente, mortificare in partenza qualsiasi spazio di cambiamento reale per i molti e amministrare un mondo in rovina e in fiamme a vantaggio dei pochi 

In questo momento avremmo bisogno di politiche che redistribuiscano non solo la ricchezza e ma che redistribuiscano Potere a chi, come tutte e tutti noi, per vivere ha bisogno di lavorare.

Politiche per sottrarci dal ricatto della precarietà, del rinnovo del permesso di soggiorno, della fabbrica che chiude, dell’affitto che raddoppia, dell’incertezza di alzarsi la mattina per andare al lavoro e non sapere se si tornerà a casa per riabbracciare i propri familiari.  

Avremmo bisogno di Potere per avere la forza di alzare la testa e cambiare le insopportabili disuguaglianze del mondo in cui siamo chiamati a vivere e, invece, il Governo con questo DDL ci consegna repressione, limitazione di ogni forma del dissenso mentre attacca violentemente proprio chi è più fragile, più debole, più marginalizzato.

Con la Manifestazione del 22 Febbraio abbiamo dimostrato che insieme abbiamo la forza di alzare la testa: Fermiam questo DDL Sicurezza e un secondo dopo riconquistiamoci il potere di cambiare tutto.

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