Nessuna prospettiva da parte dell’azienda sul futuro della Grimac di Zola Predosa
3 Dicembre 2024

Ha prodotto un nulla di fatto l’incontro svoltosi nel corso della mattinata odierna, nell’ambito del tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo della Città Metropolitana di Bologna chiesto da Fiom e Uilm di Bologna, in merito alla gravissima situazione in cui si trovano i lavoratori e le lavoratrici di Grimac, azienda nel comune di Zola Predosa, che produce macchine per caffè professionali, semiprofessionali e ocs, di proprietà del gruppo Solido srl a capo del quale c’è l’imprenditore Roberto Marchetti che detiene il 90% della proprietà, che a sua volta detiene l’80% di Grimac.

E’ dal mese di maggio che come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto all’azienda un impegno concreto nell’ affrontare il grave stato di difficoltà che sta attraversando, caratterizzato da una situazione di mercato in sofferenza ma sopratutto da una pesante crisi di liquidità ma ad oggi, sia nel corso degli incontri tenutesi in azienda, sia nel corso degli incontri che si sono tenuti nell’ambito del tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo della Città Metropolitana di Bologna ( il 3 ottobre, il 28 ottobre ed in data odierna ) nonostante la richiesta un piano di rilancio dell’azienda che salvaguardasse la continuità produttiva dello stabilimento di Zola Predosa e l’occupazionale attraverso l’attivazione degli ammortizzatori sociali, non abbiamo avuto alcuna risposta e non c’è stata alcuna manifestazione di volontà in tal senso.

Non solo l’azienda non ha fornito alcuna risposta ma da settembre in modo assolutamente inqualificabile si è completamente disinteressata dell’azienda e dei lavoratori, i quali, nel frattempo da 20 che erano sono diventati 7, essendosi tutti gli altri dimessi in quanto privi di retribuzione da luglio e di ammortizzatori sociali da ottobre, non avendoli l’azienda attivati. Pensiamo che ci siano ancora le condizioni, che le lavoratrici ed i lavoratori di Grimac meritino rispetto e quindi così come fatto anche dalle istituzioni chiediamo con forza alla proprietà (peraltro, nonostante le numerose sollecitazioni, mai presente a nessun incontro) un atto di responsabilità e l’immediata l’attivazione degli opportuni ammortizzatori sociali.

Bologna, 02/12/2024

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