6 Luglio Latina Manifestazione Nazionale
2 Luglio 2024

FERMIAMO UN SISTEMA DI FARE IMPRESA CHE SFRUTTA E UCCIDE

La Cgil ha deciso di organizzare una manifestazione nazionale in seguito al barbaro e brutale assassinio di Satnam Singh, il giovane bracciante abbandonato in strada dopo un gravissimo infortunio mentre lavorava nei campi nell’Agro Pontino. 

Un fatto di una brutalità inaudita frutto del sistema del caporalato e dell’irregolarità in cui costringiamo migliaia di migranti che arrivano nel nostro paese in cerca di speranza. 

Schiavi della società contemporanea, irregolari, senza permesso di soggiorno, e quindi più ricattabili da chi considera il lavoro solo per il profitto e vede i diritti come degli ostacoli. 

Non è criminale chi cerca speranza, dignità e un futuro migliore per se e la propria famiglia ma chi sfrutta, schiavizza e non ha nessun rispetto per la vita umana. 

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Partenza da Bologna ore 3:30 dal Parcheggio della Certosa.

Irregolari: 3 milioni le lavoratrici e i lavoratori in condizione di irregolarità nel nostro paese in tutti i settori e le attività: su 100 lavoratori regolari, quasi 13 sono in nero o in grigio. 230 mila gli occupati impiegati irregolarmente nel settore agricolo, 55 mila le lavoratrici in condizioni ancora più marginali perché sottoposte ad un triplice sfruttamento: lavorativo, retributivo e di maggiore esposizione agli abusi.

Caporalato: 3.208 le vittime di sfruttamento o caporalato, 2.123 in agricoltura e 897 nei settori del terziario, sono il risultato dall’attività ispettiva nel 2023. Sono solo la punta di un iceberg considerato che l’attività ispettiva si rivolge a una minima parte di aziende.

Morti sul lavoro: 268 morti sul lavoro nei primi 4 mesi del 2024 e ogni giorno aumenta la scia di uomini e donne che perdono la vita lavorando, oltre 3 morti al giorno e 1.000 all’anno.

Economia Sommersa: uomini e donne “Invisibili” perché privati di diritti, tutele e un salario dignitoso ma chi li rende invisibili mette in circolo una economia sommersa che vale oltre 160 miliardi di euro.

Per la libertà del lavoro occorrono azioni concrete, incisive, immediate e continuative

C’è bisogno di investimenti per il rafforzamento degli organismi di ispezione e controllo, con un piano straordinario di assunzioni, la condivisione delle banche dati e il coordinamento delle attività anche attraverso gruppi di lavoro interforze e una attività coordinata a livello nazionale delle Procure, per aggredire i fenomeni di sfruttamento e di criminalità organizzata, utilizzando tutti gli strumenti legislativi anche relativamente alle misure di prevenzione.

C’è bisogno di scelte coerenti con l’obiettivo di ricostruire e far progredire una cultura della piena legalità e del lavoro regolare, che è lavoro dignitoso, stabile, tutelato, sicuro.

C’è bisogno di concretezza per il PNRR: il piano nazionale di contrasto al lavoro sommerso e il piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato vanno ampliati, non svuotati di efficacia: il primo atto concreto è utilizzare i 200 milioni già previsti per risolvere il tema degli insediamenti informali, veri e propri ghetti che rappresentano le condizioni di vita non dignitose in molti territori del nostro Paese, di migliaia di lavoratori agricoli migranti, gli stessi che garantiscono i prodotti di eccellenza del nostro Made in Italy.

C’è bisogno di cambiare il modello produttivo e del lavoro: scardinare le cooperative spurie, l’intermediazione illecita di manodopera e mandare fuori mercato chi compete solo sul costo del lavoro, chi paga meno perché pratica lo sfruttamento, il lavoro irregolare, opera nell’appalto e sub-appalto senza regole, non segue prevenzione e formazione in salute e sicurezza.

C’è bisogno di sostenere le imprese sane che rispettano i CCNL, la formazione e la prevenzione, che rompono le catene della criminalità organizzata nelle filiere produttive.

C’è bisogno di introdurre un sistema di qualificazione delle imprese e di opportuni e necessari controlli anche per contrastare il fenomeno delle imprese di “carta” funzionali a produrre irregolarità utilizzando e rafforzando gli strumenti della congruità per tutti i settori per misurare l’effettivo e regolare utilizzo della manodopera.

C’è bisogno di riconoscere il giusto prezzo e il giusto valore dei prodotti nell’ambito della filiera della produzione.

C’è bisogno di una tutela rafforzata per lavoratrici e lavoratori vittime di sfruttamento e caporalato: dal diritto tempestivo al permesso di soggiorno per motivi di giustizia per coloro che denunciano, alla presa in carico nei servizi per il lavoro per la ricollocazione occupazionale, da percorsi di inclusione sociale con un rafforzamento dei servizi di mediazione culturale alla tutela abitativa.

C’è bisogno di una procedura per l’emersione e la regolarizzazione che possa essere attivata dal lavoratore e non solo dalle aziende come è stata per l’ultima campagna con esiti non positivi, un piano straordinario di regolarizzazione di lavoratrici e lavoratori irregolari.

C’è bisogno dell’immediata modifica delle regole di accesso per occupazione e della cancellazione delle restrizioni introdotte per la conversione dei permessi di soggiorno.

C’è bisogno di cancellare la legge Bossi-Fini: perché dannosa e lesiva dei diritti delle persone, perché i capisaldi della legge, a partire dal cosiddetto ‘decreto flussi’, si stanno dimostrando insufficienti e addirittura dannosi, continuando a lasciare troppe lavoratrici e lavoratori nell’invisibilità, con il permesso di soggiorno sempre a rischio, facile preda di caporali e imprenditori senza scrupoli.

C’è bisogno della immediata e integrale applicazione della L. 199/2016 in particolare agendo sulla parte preventiva del reato, a cominciare dalla istituzione delle Sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità, da un sistema di trasporto pubblico e legale, da un collocamento trasparente.

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