Rivolta Pride 2024: nessuno spazio per le discriminazioni
1 Luglio 2024

La  Assemblea Generale della FIOM-CGIL di Bologna ha votato all’unanimità un ordine del giorno per aderire e partecipare attivamente al Rivolta Pride 2024 e proseguire il lavoro quotidiano di contrasto alle discriminazioni dentro e fuori i luoghi di lavoro.

I rapporti tra il movimento dei lavoratori e quello LGBTQIA+ sono sempre esistiti.
Le origini del Pride hanno alle spalle una storia importante fatta di persone che hanno dedicato e talvolta anche sacrificato la propria vita per vedere riconosciuti i diritti e per contrastare le discriminazioni di natura omobitransfobica.

Ecco perché vedere queste due lotte, quella per la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e quella per i diritti delle soggettività non etero normate, come due questioni separate è un errore.  

Fin dall’inizio degli anni 2000, sia nel diritto dell’Unione Europea, così come in quello italiano, è vietata qualsiasi forma di discriminazione in materia di occupazione e di condizioni di lavoro fondata, tra le altre cose, sul genere e sull’orientamento sessuale.

L’Istat e UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) hanno presentano pubblicamente i risultati principali dell’Indagine sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBTQIA+. ll 41,4% delle persone intervistate, occupate o ex-occupate, dichiara che essere omosessuale o bisessuale ha rappresentato uno svantaggio nel corso della propria vita lavorativa in almeno uno dei tre ambiti considerati (carriera e crescita professionale, riconoscimento e apprezzamento, reddito e retribuzione). Il 61,2% riferisce di aver evitato di parlare della vita privata per tenere nascosto il proprio orientamento sessuale; per la stessa ragione circa una persona su tre ha evitato di frequentare persone dell’ambiente lavorativo nel tempo libero.

Questi dati fotografano una realtà dove ad essere messi in discussione non sono solo i diritti primari che qualsiasi cittadina e cittadino dovrebbero avere ma i diritti fondamentali dell’esistenza e della libertà di essere se stesse/i.
Diritti che con l’avanzata delle destre razziste e omotransfobiche alle recenti elezioni per il parlamento europeo rischiano di arretrare notevolmente. Roberto Vannacci, eletto parlamentare europeo con la Lega Nord, ha espressamente affermato che “la normalità è l’eterosessualità”. 

La  Assemblea Generale della FIOM-CGIL di Bologna afferma con chiarezza che non c’è spazio per le discriminazioni, né all’interno né al di fuori dei luoghi di lavoro. Non c’è lotta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici senza un piano generale per la difesa dei diritti di tutte le soggettività. 
La FIOM-CGIL si schiera quindi a fianco di tutte le lotte che vanno in questo senso e ne fa la sua forza come azione sindacale. 

Nelle aziende dobbiamo proseguire l’importante lavoro contrattuale per ottenere la formazione anti-discriminazione obbligatoria in tante altre aziende; ma è necessario anche introdurre la carriera-alias per lavoratori o lavoratrici in transizione, il riconoscimento dei permessi e di tutti i diritti anche per le coppie non etero normate e non legalmente riconosciute, la garanzia dei diritti per la conciliazione vita-lavoro anche per le famiglie arcobaleno.
La nostra contrattazione deve continuare a far emergere nuovi diritti che prima non sono mai stati riconosciuti.

La FIOM-CGIL ha scelto di aderire anche quest’anno al Pride del 6 luglio, perché continuare a lottare per la difesa di tutte e tutti e l’unica garanzia che abbiamo per respingere i beceri atteggiamenti di chi discrimina.

Appuntamento alle ore 15:30 a piazza XX Settembre!
Maggiori info qui

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