Gaza: Cessate il fuoco!
29 Febbraio 2024

Non è accettabile che ci si espone pubblicamente e manifesta per la Pace subisca censura e repressione.

A Gaza si sta consumando una crisi umanitaria senza precedenti, mentre a Gerusalemme Est e in Cisgiordania proseguono le violenze dell’esercito e dei coloni israeliani in territorio palestinese.
L’offensiva dell’esercito Israeliano a Gaza ha ucciso ad oggi oltre 30mila civili, attaccando sistematicamente ospedali e campi profughi, privando di acqua, elettricità e beni di prima necessità centinaia di migliaia di persone costrette a scappare dalle loro case.


L’attuale assedio di Rafah, città verso cui le autorità israeliane avevano invitato la popolazione palestinese a rifugiarsi per non essere coinvolta nei bombardamenti, sta schiacciando oltre 1,5 milioni di persone al confine con l’Egitto, in un fazzoletto di terra di pochi km quadrati, in cui le condizioni sono ormai disumane e insopportabili. 



Gli aiuti umanitari sono bloccati al confine ed è impedito l’accesso nella striscia alle organizzazioni umanitarie.
Il Governo Israeliano sta commettendo crimini di guerra e violando sistematicamente le leggi internazionali.
Nonostante gli appelli e le prese di posizione dei massimi esponenti delle Istituzioni Internazionali – a partire dal Segretario Generale delle nazioni unite Antonio Guterres – l’incapacità di determinare un immediato cessate il fuoco e una ripresa delle trattative, pesa come un macigno morale, politico e storico sui Governi delle “democrazie occidentali”.


Nel nostro Paese è in atto un pericoloso vortice di censura e repressione. 

E’ drammatico pensare che dichiarazioni a favore della pace, tiepidi messaggi di umanità e addirittura semplici appelli a fare tutto il possibile per fermare il genocidio, abbiano determinato una reazione così scomposta e imbarazzante da parte dei vertici della RAI.
I bombardamenti israeliani hanno già ucciso oltre 80 croniste e cronisti: non meritiamo un servizio pubblico che, non solo non dedica alla guerra e al massacro che si sta consumando a Gaza il dovuto spazio di informazione, ma che addirittura arriva a oscurare e silenziare le voci di dissenso o di semplice presa di posizione a favore della pace.
Allo stesso modo condanniamo l’utilizzo della violenza da parte delle Forze dell’Ordine per reprimere le studentesse e gli studenti che a Pisa, a Catania, Firenze, a Napoli hanno manifestato contro la guerra e per la pace.
Riteniamo che queste inaccettabili violenze segnino una gestione preoccupante dell’ordine pubblico, su cui pesano delle precise responsabilità del Governo e del Ministro Piantedosi. 


In questi anni di esplosione dei conflitti in Europa e nel Mondo, abbiamo svolto centinaia di assemblee, partecipato a decine di iniziative e manifestazioni e aderito attivamente alla rete promessa da Europe for Peace.
Abbiamo costruito progetti attivi di solidarietà e di raccolta di beni e fondi da destinare alle zone di guerra; pubblicamente abbiamo preso posizione contro la Guerra, per un immediato cessate il fuoco e per mantenere viva la capacità di tutte e tutti noi di indignarci di fronte alle barbarie e alle ingiustizie a cui siamo costretti a assistere, ovunque esse avvengano.

Niente di quello che sta avvenendo è normale, nulla di ciò che anche il nostro Governo e l’Unione Europea stanno avallando è fatto negli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

La guerra, il terrorismo, le derive teocratiche e nazionalistiche sono l’esatto opposto delle ragioni storiche, umane e politiche per cui il Sindacato è nato: unire, creare legami di solidarietà tra diversi, redistribuire il potere e rendere viva la democrazia per costringere Governi e Aziende ad agire non nell’interesse dei pochi ma per garantire pace, benessere e dignità ai tanti.

La Assemblea generale della Fiom-Cgil di Bologna impegna tutto il suo gruppo dirigente a promuovere nelle Aziende momenti di riflessione, di approfondimento e consapevolezza tra le lavoratrici e i lavoratori su ciò che sta accedendo a Gaza, in Ucraina e in tutti gli altri luoghi dove le guerre e la rincorsa agli armamenti stanno determinando morte, distruzione e l’accellerazione delle tensioni internazionali.
La Assemblea Generale impegna, infine, il suo gruppo dirigente ad alimentare nella Confederazione e nel rapporto con le associazioni e i movimenti cittadini, una discussione funzionale a determinare le condizioni per proseguire, allargare e rafforzare la mobilitazione per la Pace e per sostenere un immediato cessate il fuoco in Palestina, a partire dalla manifestazione nazionale del 9 Marzo a Roma.

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