Cessare il fuoco
14 Novembre 2023

Fermiamo la strage

Il 7 Ottobre siamo rimasti siamo sgomenti di fronte al cinico e brutale attacco terroristico di Hamas nei confronti della popolazione israeliana.

Immediatamente abbiamo promosso insieme alla Rete Pace Disarmo una risposta di Piazza per dare solidarietà al popolo israeliano ma anche per lanciare un grido di allarme e rivendicare un intervento forte e deciso delle istituzioni internazionali che fermasse la spirale terrorismo, guerra, altro terrorismo, nuove guerre. In questi ultimi vent’anni abbiamo visto sempre più vittime civili, sempre più profughi e rifugiati, nuovi accordi con regimi autoritari e sempre più violenze sui corpi delle donne, miseria, devastazione e soppressione dei più basilari diritti umani.

Niente giustifica la ritorsione operata dal governo israeliano contro i civili colpiti dall’attacco di terra e dai bombardamenti di spaventose dimensioni, che ormai si susseguono da mesi e che si sono spinti fino a colpire ospedali e carovane di civili costretti alla fuga.

A Gaza da settimane viene negato l’accesso ad acqua, cibo, medicinali ed elettricità mentre sono già migliaia i civili vittime del conflitto, di cui la metà bambini.

La preoccupante mancanza di analisi nel dibattito pubblico internazionale porta indiscriminatamente ad indicare come sostenitori di Hamas chiunque muova una critica al governo israeliano compreso Papa Francesco e Antonio Guterres (il segretario generale delle Nazioni Unite) che ha osato ricostruire le condizioni storiche che hanno portato all’attuale situazione.

In questo momento sarebbe necessario che tutti noi riflettessimo sul colpevole abbandono della questione palestineseche ha lasciato spazio all’emergere di forze come Hamas e  destabilizzato il medio oriente producendo guerra dopo guerra.

E’ inaccettabile la decisione del governo italiano di astenersi dalla risoluzione ONU per il cessate il fuoco e non possiamo assistere passivamente allo schieramento, senza se e senza ma, a sostegno della scellerata politica di estrema destra promossa dal governo israeliano, come quello dichiarato dalla presidente dell’Unione Europea Ursula Von Der Leyen.

La polarizzazione delle posizioni è inutile, dannosa, allontana da una soluzione duratura che la comunità internazionale dovrebbe perseguire per provare a costruire un futuro di coesistenza e pace che dia finalmente riconoscimento alla giusta aspirazione del popolo palestinese di veder riconosciuto il proprio diritto all’esistenza.

Non ci rassegniamo a rimanere inermi e continueremo a partecipare alle mobilitazioni a sostegno della pace e segnalarvi i modi per sostenere le organizzazioni umanitarie operanti nella Striscia di Gaza.

Abbiamo inoltre realizzato una raccolta (in costante aggiornamento) di video, inchieste, podcast, articoli di giornale che pensiamo possano essere utili a costruire un punto di vista autonomo su quello che sta succedendo ed è accaduto in Palestina ed in Israele.

VIDEO

L’intervista a Jacopo Intini e Amal Khayal, i due cooperanti appena rientrati da Gaza

11/11/2023 a Propaganda Live


Reportage per Internazionale di Cecilia Fasciani e Alberto Zannella sugli insediamenti in Cisgiordania

20/09/2023 a Propaganda Live!

Attualmente in Cisgiordania ci sono almeno trecento insediamenti o avamposti in cui vivono circa 465mila coloni israeliani, secondo il movimento pacifista israeliano Peace Now. Al tempo degli accordi, nel 1993, gli insediamenti erano 128 e i coloni 110mila.

Il video di Cecilia Fasciani e Alberto Zanella.


PODCAST

Racconti dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania del reporter Valerio Nicolosi.

Valerio Nicolosi è nato a Roma nel 1984. È giornalista, regista e fotografo. Si occupa di tematiche sociali, rotte migratorie e Medio Oriente. È redattore della rivista «MicroMega», per cui scrive inchieste e reportage.

Podcast su Spotify

Oslo 30 – l’illusione della pace

Nel 1993, in Norvegia, negoziatori israeliani e palestinesi si incontrano per dei mesi
senza che il mondo lo sappia. In questa puntata, tra gli altri, la massima esperta
degli Accordi di Oslo e uno dei principali fautori raccontano la genesi, i protagonisti
e i retroscena dei negoziati segreti.

Podcast de “l’Altra Economia” su Spotify


Ep.53 Thailandesi d’Israele

Podcast su Spotify di Altri Orienti

Nell’attacco di Hamas del 7 ottobre che ha fatto più di mille vittime e oltre 200 ostaggi sono morti 30 thailandesi e ne sono stati rapiti 19. Dalla fine degli anni’80 tanti thailandesi sono andati in Israele per lavorare nei campi, con lo scopo di guadagnare soldi da rimandare a casa. L’attacco di Hamas ha acceso una luce su questo fenomeno, scatenando proteste contro Israele per la risposta militare contro Gaza in un paese tradizionalmente buddista e non musulmano. E il governo di Bangkok cerca di muoversi tra esigenze interne e relazioni commerciali con Israele.


ARTICOLI

All’ombra dell’Olocausto

Masha Gessen, Internazionale 19 Gennaio 2024

“Alcuni Grandi Pensatori Ebrei sopravvissuti hanno cercato di dire al mondo che il fatto che l’olocausto sia successo significa che era e rimane possibile …”


I Messaggi del Segretario Generale delle Nazioni Unite

Il portoghese António Guterres, nono Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha assunto l’incarico il 1º gennaio 2017 ed è stato riconfermato per un secondo mandato nel 2021.

Link diretto al sito delle Nazioni Unite con tutte le dichiarazioni del Segretario Generale sul Medio Oriente


Aiutateci a diffondere la verità su Gaza

Mariam Abudaqa è una delle principali femministe palestinesi. Harrison Stetler è giornalista freelance e insegnante, vive a Parigi. Questo testo è uscito su JacobinMag. La traduzione è a cura della redazione di Jacobin Italia.

La femminista palestinese Mariam Abudaqa era in Francia quando Israele ha distrutto la sua casa. Il governo francese ha cercato di espellerla, lei non smette di denunciare i crimini di guerra.


Chi Odia Davvero gli Ebrei

Marco Bascetta per il Manifesto

L’Europa è in allarme per il diffondersi crescente di fenomeni di antisemitismo. Giustamente. L’ostilità antiebraica, tuttavia, raramente si manifesta oggi allo stato puro.


I coloni di Cisgiordania sono fuori controllo

Amira Hass, giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha’aretz e ha una rubrica su Internazionale

9 Novembre 2023 su Internazionale


La guerra di Gaza offusca la memoria dell’Olocausto

*Enzo Traverso insegna alla Cornell University. I suoi libri più recenti sono Rivoluzione (Feltrinelli, 2021) e La tirannide dell’io (Laterza, 2022). Questa intervista è uscita su Mediapart. La traduzione è a cura della redazione di Jacobin Italia.

Per lo storico Enzo Traverso c’è il rischio che il discorso sulla Shoah si indebolisca identificandosi con l’esercito di uno stato che massacra migliaia di civili


La memoria selettiva di Israele e dell’occidente

Evitando di considerare le radici storiche di quello che succede, si confermano le politiche di occupazione in Palestina

Di Ilan Pappè su Internazionale 10 Novembre 2023

Ilan Pappè è uno storico Israeliano. Ha insegnato storia e relazioni internazionali all’Università di Haifa, in Israele, e dal 2007 insegna nel Regno Unito.


Questo sionismo è finito dentro un vicolo cieco

Intervista a Moshe Zuckermann per il Manifesto

Moshe Zuckermann è un sociologo israelo-tedesco e professore emerito di storia e filosofia all’università di Tel Aviv. È autore di libri sul conflitto in Medio Oriente, tra cui Israels Schicksal. Wie der Zionismus seinen Untergang betreibt (Il destino di Israele. Come il sionismo porta avanti il proprio declino). Fa parte del gruppo di studiosi della storia dell’Olocausto, degli studi ebraici e degli studi sul Medio Oriente che nel 2021 ha elaborato la “Dichiarazione di Gerusalemme”.


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