6 Maggio: Da Bologna inizia la mobilitazione
28 Aprile 2023

Appuntamento per tutte le iscritte e gli iscritti e i simpatizzanti della Cgil alle ore 09:00 in Piazza XX Settembre, per muoverci insieme in corteo verso Piazza Maggiore dove ci saranno gli interventi di delegate e delegati, pensionate e pensionati e dei tre Segretari con l’intervento del nostro Segretario Generale Maurizio Landini.

CGIL, CISL e UIL hanno deciso di avviare nei mesi di aprile e maggio una fase di mobilitazione unitaria con la realizzazione di una generalizzata campagna di assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori e con la convocazione di tre manifestazioni interregionali (Nord, Centro, Sud) che si svolgeranno a Bologna (6 maggio), Milano (13 maggio) e Napoli (20 maggio).

Nelle Fabbriche Metalmeccaniche Bolognesi abbiamo già organizzato e svolto centinaia di Assemblee, aprendo il confronto con le lavoratrici e i lavoratori sulla necessità di agitarsi che, oltre a contrastare le politiche del Governo, abbia la forza di aprire una stagione di conflittualità nelle aziende per rivendicare i giusti aumenti salariali e rinnovare tutti i contratti nazionali e aziendali.

La mobilitazione intende sostenere le richieste unitarie avanzate da CGIL, CISL e UIL e dalle Categorie nei confronti del Governo e del Sistema delle Imprese al fine di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali, e concreti risultati in materia di:

  • Tutela dei redditi dall’inflazione ed aumento del valore reale delle pensioni e dei salari, rinnovo dei contratti nazionali dei settori pubblici e privati;
  • Riforma del fisco, con una forte riduzione del carico su lavoro e pensioni, maggiore tassazione degli extraprofitti e delle rendite finanziarie;
  • Potenziamento occupazionale e incremento dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico per garantire il diritto universale alla salute e al sistema di istruzione e formazione, maggiore sostegno alla non autosufficienza;
  • Un mercato del lavoro inclusivo per dire no alla precarietà, orientato e garantito da investimenti, da un sistema di formazione permanente, da politiche attive, e da ammortizzatori sociali funzionali alla transizione;
  • Basta morti e infortuni sul lavoro, contrasto alle malattie professionali. Occorre ridare valore al lavoro, eliminare i subappalti a cascata e incontrollati, e portare avanti una lotta senza quartiere alle mafie e al caporalato;
  • Riforma del sistema previdenziale;
  • Politiche industriali e d’investimento condivise con il mondo del lavoro per negoziare una transizione ambientale sostenibile, sociale e digitale, realizzando un nuovo modello di sviluppo con particolare attenzione al Mezzogiorno e puntando alla piena occupazione.

Per APPROFONDIRE:


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