Giesse spa – Gruppo Tyaman: firmato il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Anche le multinazionali contrattano!
23 Giugno 2022

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Si è concluso con il voto dei lavoratori il lungo percorso negoziale che ha portato al rinnovo dell’integrativo della Giesse spa. La storica azienda di Budrio è oggi di proprietà di Tyman, multinazionale inglese che l’ha rilevata nel 2016 ed è leader europeo nella produzione di componentistica per serramenti in alluminio.

L’intesa sottoscritta dalle Rsu e dalla Fiom il 17 giugno, e approvata all’83% dai lavoratori con il referendum a voto segreto nei giorni successivi, rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del sito che oggi occupa oltre 300 lavoratori.

L’accordo garantisce l’espansione futura dello stabilimento, con forti investimenti in macchinari, linee produttive, e nuovi prodotti, garantendo altresì l’occupazione, ma soprattutto conferma Budrio come headquarter della multinazionale.

Di seguito i punti qualificanti dell’accordo:

 

Salario: viene mantenuto il salario fisso aziendale e definito un premio di risultato per gli anni 2022, 2023 e 2024 con un valore che arriverà a 1800€ (indicizzati al livello C3), con acconto erogato nell’anno di maturazione e possibilità di conversione in welfare. Viene, inoltre, prevista entro ottobre 2022 l’erogazione di buoni carburante del valore di 200€ per i lavoratori le cui attività non sono remotizzabili, e 100€ per i lavoratori che decidano di accedere al lavoro agile.

Flessibilità e lavoro Agile: l’intesa stabilisce per gli impiegati (circa il 50 % dei lavoratori del sito) una flessibilità in entrata di un’ora, fra le 8 e le 9, con timbratura al minuto, al fine di agevolare la conciliazione vita-lavoro.

Viene infine normato il lavoro agile al di fuori della fase emergenziale, sancendo la parità di trattamento (normativa e salariale con il riconoscimento del buono pasto di 5 € per le giornate di lavoro da remoto), il diritto alla disconnessione, e il pieno godimento dei diritti sindacali. I lavoratori avranno così la facoltà, su base volontaria, di svolgere fino a 6 giornate di smart working al mese, estendibili ad 8 per esigenze conciliative, non solo dal proprio domicilio, ma da qualsiasi luogo chiuso sul territorio nazionale.

Occupazione e lotta alla precarietà: il testo approvato prevede non solo la stabilizzazione di 20 lavoratori precari (contratti a termine e somministrati), ma stabilisce anche regole più stringenti per l’utilizzo della somministrazione (ex interinali), abbassando le percentuali massime previste per legge e inserendo un meccanismo di controllo e confronto sull’utilizzo del personale temporaneo, focalizzato sulle singole aree aziendali e non sulla media totale del sito.

Miglioramento ambiente di lavoro: l’intesa prevede, entro il mese di luglio 2022, un importante investimento sulle aree produttive dello stabilimento con l’installazione di macchine “raffrescatrici adiabatiche” al fine di abbattere il disagio derivante dalla calura estiva. Questo intervento permetterà di portare beneficio in tutta la produzione per gli operai che nei mesi estivi dovevano lavorare con temperature elevate, garantendo così un migliore “confort climatico”.

Le parti hanno inoltre concordato di installare da subito, in attesa della messa in opera degli impianti fissi, raffrescatori portatili in tutta la fabbrica in vista delle elevate temperature previste per le prossime settimane.

Inquadramento e passaggi di livello: l’accordo prevede, inoltre, un percorso di revisione degli inquadramenti, alla luce delle evoluzioni del Contratto collettivo dei metalmeccanici 2021, e anche dello sviluppo professionale acquisito dai lavoratori, soprattutto in termini di polivalenza, per far fronte alle esigenze produttive aziendali degli ultimi due anni, che, nonostante la pandemia e le tensioni sulle materie prime, hanno visto un significativo aumento dei volumi e dei fatturati.

Orario di lavoro: l’accordo interviene infine sull’orario di lavoro, definendo una nuova articolazione del “terzo turno”, che verrà utilizzato per far fronte ai picchi produttivi. Il tema è stato oggetto di una lunga e delicata trattativa che si è articolata fra l’esigenza aziendale di saturare la produzione e quella dei lavoratori di indennizzare il disagio derivante dal lavoro notturno. L’intesa che si è raggiunta prevede, quindi, un turno di 7 ore pagate 8 (dalle 20,00 alle 03,00), ovvero 35 ore settimanali dal lunedì al venerdì, con maggiorazioni e indennità per una cifra di circa 150€ nette, in aggiunta alla normale paga, per ogni settimana di lavoro al terzo turno. Sono previste, infine, delle esclusioni dallo svolgimento del turno per età (60 anni), esigenze conciliative o cause di salute.

Il contratto sottoscritto in Giesse rappresenta un risultato importante perché è figlio della partecipazione attiva dei lavoratori e della capacità di Rsu e sindacato di accettare le sfide della fase, garantendo al contempo la crescita di salari e diritti.

L’accordo dimostra come anche con le multinazionali sia possibile sviluppare una contrattazione avanzata, combattere la precarietà e intercettare e rappresentare le nuove istanze dei lavoratori.

Bologna, 23 giugno 2022

FIOM CGIL BOLOGNA


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