Assemblea Generale Fiom-Cgil Bologna: gli Ordini del Giorno sul colpo di stato in Myanmar e in solidarietà ai lavoratori dell’industria Florenzi (El Salvador) in sciopero.
23 Febbraio 2021

ORDINE DEL GIORNO: DALLA PARTE DEL POPOLO BIRMANO E DELLA DEMOCRAZIA

L’assemblea generale allargata della FIOM di Bologna, riunito a poco più di venti giorni dal colpo di Stato dei militari nel Myanmar, avvenuto un giorno prima della convocazione del Parlamento appena eletto. Il Tatmadaw – l’esercito birmano – ha arrestato il presidente Win Myint, il consigliere di Stato e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e più di cento deputati eletti nelle fila della Lega nazionale della democrazia (Nld), assoluta vincitrice nelle elezioni del novembre 2020. Con l’accusa di brogli elettorali, i militari hanno proclamato lo stato di emergenza per un anno e hanno affidato i pieni poteri al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate.

L’assemblea generale allargata della FIOM di Bologna rilancia la dichiarazione congiunta del sindacato globale ITUC “Esortiamo i lavoratori di tutto il mondo a organizzarsi, unirsi e stare dalla parte del popolo del Myanmar e isolare il comandante in capo, il generale Min Aung Hlaing, e altri leader militari responsabili del colpo di Stato”.“Siamo solidali con il popolo birmano e rendiamo omaggio a quei coraggiosi lavoratori che agiscono per difendere la loro fragile democrazia e respingere il golpe militare. Il movimento sindacale globale si batterà per garantire il rilascio di tutte le persone detenute e porre fine alle violenze e alle vessazioni nei confronti del popolo. Gli autori del colpo di Stato devono essere smascherati e isolati”.

Nel Paese, a partire dal 2 febbraio, migliaia di lavoratori hanno partecipato alle proteste contro il golpe fermando la produzione nelle ferrovie, nelle miniere, nell’azienda di idrocarburi nazionale e nella compagnia aerea di bandiera. Avvocati, insegnanti, dipendenti pubblici, operai dei cantieri: la partecipazione allo sciopero indetto dalla confederazione dei sindacati di Myanmar (Ctum) e dalla federazione dei sindacati dell’industria e dei servizi (Mics) è stata diffusa e trasversale.

Ora è il momento della solidarietà internazionale.

L’assemblea generale allargata della FIOM di Bologna chiede al governo italiano, alle istituzioni europee ed internazionali di “non riconoscere il governo militare insediato con un golpe e di riconoscere, invece, il parlamento democraticamente eletto e confermare il sostegno al governo democratico in carica”, di “chiedere la liberazione immediata di tutte le persone ingiustamente arrestate” e di “sostenere a livello europeo ed internazionale un quadro di sanzioni mirate contro gli interessi economici della giunta militare ed il blocco globale della esportazione di armi verso la Birmania”.

L’Ituc-Csi ricorda che “dopo i colpi di Stato del 1962 e del 1988, la giunta militare ha brutalmente schiacciato i movimenti democratici, ha imposto la legge marziale e gli arresti domiciliari ai leader dell’opposizione, ha rifiutato di cedere il potere a governi democraticamente eletti, ha vietato i sindacati e ha stabilito una roccaforte economica per estrarre ricchezza e risorse naturali nel paese”. Una storia lunga e che rischia di ripetersi, nonostante la “parentesi democratica” degli ultimi dieci anni, successiva al rilascio nel 2011 di Aung San Suu Kyi, che ha pose fine a quindici anni di arresti domiciliari, e all’insediamento di un governo civile nel 2015.

L’assemblea generale allargata della FIOM di Bologna manifesta tutta la solidarietà dei metalmeccanici bolognesi alle lavoratrici ed i lavoratori birmani che ieri, 22 febbraio 2021, hanno aderito ad una straordinaria giornata di lotta e di sciopero generale.

SOLIDARIETA’ ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELL’INDUSTRIA  FLORENZI (EL SALVADOR)

Il 1 ° luglio 2020, più di 7 mesi fa, 196 donne e 14 uomini dell’industria Florenzi sono stati licenziati senza essere pagati per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, periodo in cui sono stati mandati in isolamento obbligatorio.
Il debito con i lavoratori ammonta a mezzo milione di dollari, per i quali, dalla fine di luglio, i lavoratori hanno occupato gli impianti della fabbrica, come garanzia del proprio pagamento, mentre lo Stato dovrebbe risolvere il problema tra datore di lavoro e dipendenti.
L’8 gennaio, come ultima risorsa per fare pressione sullo Stato, è iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato.

Le condizioni di salute degli scioperanti si complicano nel tempo, tuttavia, le autorità rifiutano di accelerare il processo per risolvere le richieste dei lavoratori, dimostrando l’intenzione di proteggere i capitalisti prima della classe operaia.

Di fronte a questa situazione iniqua, i lavoratori denunciano l’incapacità dello Stato di risolvere i loro problemi e accusano lo Stato stesso di stare dalla parte della classe sfruttatrice.

L’attivo delle delegate e dei delegati della FIOM Bologna chiede una pronta risposta dalle autorità competenti, aderendo alla campagna di solidarietà internazionalista lanciata dal Bloque Popular Juvenil e dal Sindicato Salvadoreño de Industrias Textiles y Similares, convinti che ogni attacco alle lavoratrici della fabbrica Florenzi sia un attacco all’intera classe lavoratrice.

Sosteniamo tutte le azioni di lotta delle lavoratrici della Florenzi, compresa l’eventuale autogestione della fabbrica e la ripresa della produzione sotto controllo operaio.

Chiediamo l’espropriazione e nazionalizzazione dell’Industria Florenzi sotto il controllo e l’amministrazione di assemblee dei lavoratori! Un attacco ai lavoratori Florenzi è un attacco all’intera classe operaia!

Bologna, 23 febbraio 2021

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