Rilevazione Fiom-Cgil Bologna: dati sanitari nelle aziende metalmeccaniche, ruolo e coinvolgimento dei comitati Covid aziendali
30 Novembre 2020

Abbiamo presentato oggi alla stampa un’inchiesta realizzata coinvolgendo i delegati sindacali (RSU e RLS) componenti in Comitati Covid Aziendali, costituiti in tutte le imprese ai sensi dei Protocolli Nazionali del 14 marzo e del 24 aprile 2020.

La rilevazione riguarda 109 imprese metalmeccaniche nelle quali, complessivamente, sono occupati oltre 21.000 lavoratrici e lavoratori e con una presenza di 399 delegati e delegate della FIOM CGIL.

Dalla rilevazione emerge che, ad oggi, i nostri delegati sono a conoscenza di 292 casi di positività Covid nelle loro aziende (nel 57% delle aziende c’è almeno un caso di positività).

Preoccupa che solo nel 43% delle aziende, in caso di identificazione di casi positivi, è stato tempestivamente coinvolto il Comitato Covid Aziendale costituito ai sensi dei protocolli nazionali con la presenza del sindacato (RSU e RLS) per una opportuna informazione.

Altrettanto preoccupante è che i delegati e le delegate ci segnalano che solo nel 39% delle aziende il Medico Competente svolge un ruolo attivo in azienda nella ricostruzione di eventuali contatti tra i lavoratori quando si rilevano casi di positività al Covid.

L’attuale situazione di scarso coinvolgimento della parte sindacale in circa la metà delle imprese sembra contraddire il lavoro prezioso svolto nei mesi della primavera.

Nella metà dei casi analizzati i delegati ci confermano che, nelle loro aziende, sono stati sottoscritti accordi per definire norme di miglior favore in periodo Covid: turni aggiuntivi, permessi, sterilizzazione del comporto di malattia, smart working, orari di lavoro. Si è trattato di un lavoro straordinario.

Allo stesso modo, nella cosiddetta “Fase 1” della crisi Covid, nel 77% dei casi i delegati ci dicono di essere stati coinvolti e di aver condiviso con le aziende le misure adottate, mentre solo nel 5% del casi di “non essere assolutamente coinvolti”.

Emerge da questa ricerca la necessità di recuperare quello spirito di lavoro comune e di condivisione che, nella fase più difficile della crisi, ha permesso di raggiungere importanti accordi e di impostare le relazioni sindacali sulla trasparenza e la fiducia reciproca.

Vediamo oggi il rischio dell’affermarsi di pratiche unilaterali, una sorta di “fai da te” aziendale su temi delicati come la salute delle persone e la sicurezza, e di chiusura da parte di una quota non irrilevante di imprese (prevalentemente quelle di medie e piccole dimensioni) che rischiano di portare a tensioni e conflitti sociali.

Auspichiamo anche un forte presenza ed autorevolezza del servizio pubblico al fine di orientare i comportamenti delle imprese e di dare omogeneità agli interventi in merito.

Al fine di evitare situazioni di “fai da te” nella gestione dei casi nelle aziende e per rilanciare la centralità ed il protagonismo dei lavoratori e dei loro rappresentanti, la FIOM CGIL di Bologna organizza, per tutte e tutti i componenti dei comitati Covid, un attivo di discussione e approfondimento il prossimo 9 dicembre.

Bologna 30 novembre 2020

FIOM CGIL BOLOGNA

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