Mettiamo in rete la partecipazione dal basso: la Fiom di Bologna dice presente!
10 Ottobre 2020

Abbiamo letto con attenzione ed interesse l’Appello che l’ARCI Bologna, qualche giorno fa, ha lanciato dalle “pagine” di Cantiere Bologna.

E quell’appello lo raccogliamo, partendo dall’esperienza della rappresentanza degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, partendo dalle condizioni materiali di chi lavora, dalla complessità della “Bologna metalmeccanica” e dalla straordinaria ricchezza rappresentata dal radicamento delle delegate e dei delegati nei luoghi di lavoro, fabbriche e uffici.

Complessità e contraddizioni, eccellenze contrattuali e lavoro povero, contratti aziendali che redistribuiscono salario e si misurano con i grandi temi del nostro tempo e le resistenze dei lavoratori con i presidi ai cancelli delle fabbriche che non vogliamo che chiudano (dalla FIAC di Pontecchio Marconi alle aziende del Gruppo Maccaferri): questo è il mondo del lavoro che guarda alla Bologna dei prossimi anni.

Pensiamo che Bologna, grazie al protagonismo e la centralità delle lavoratrici e dei lavoratori, possa essere un luogo dove affrontare le sfide che attraversano il mondo del lavoro e le sue trasformazioni. C’è bisogno di un ruolo e una regia pubblica per indirizzare la riqualificazione delle lavoratrici e dei lavoratori dentro la transizione digitale, incentivare la riduzione degli orari di lavoro, realizzare la parità di genere attraverso azioni concrete e scommettere su progetti di riconversione delle imprese nella direzione della sostenibilità ambientale.

A Bologna abbiamo le intelligenze e le competenze necessarie (nei settori del packaging, dell’automotive – compresa la produzione di autobus-, della componentistica e della meccanica di precisione…), abbiamo la forza del lavoro organizzato, abbiamo la storia contrattuale e un modello di relazioni industriali avanzato, che deve affermarsi anche nelle piccole e medie imprese partendo dalle filiere più importanti.

Rispondiamo all’appello dell’Arci perché, per le metalmeccaniche e i metalmeccanici, praticare solidarietà significa non lasciare da solo nessuno, significa ricostruire e riunificare un mondo del lavoro frantumato da appalti e subappalti (anche in troppe aziende del nostro settore), significa contrastare – anche per via contrattuale – la precarietà e difendere, con tutti gli strumenti disponibili, i posti di lavoro che le diverse crisi che si sono succedute hanno messo in discussione.

Con questo spirito e mettendo a disposizione la nostra esperienza e pratica, di contrattazione, di lotta e di organizzazione, rispondiamo “ci siamo”.

Per la FIOM CGIL di Bologna

Michele Bulgarelli

Segretario Generale Fiom-Cgil Bologna


Condividi sui social