Lo Smartworking, strumento idoneo in questa fase per ridurre l’impatto epidemiologico, come affermato da tutte le autorità pubbliche, viene negato dalla direzione Datalogic
4 Marzo 2020

A nulla sono valse le  argomentazioni poste dalla RSU aziendale bolognese e dalle Organizzazioni Sindacali, che ha chiesto ufficialmente un incontro sin dalla settimana scorsa, Datalogic  pare  immune alle esigenze dei propri dipendenti, e a quelle di prevenzione di contagio nell’interesse di tutti, sia che siano genitori di figli con le scuole chiuse per ordinanza, sia che siano titolari di permessi 104  per familiari disabili che potrebbero avere situazioni delicate a casa, sia che siano futuri padri con una gestante in famiglia, etc etc. 

L’Azienda è sorda sia dal punto di vista sindacale che individuale: tante e tanti hanno richiesto individualmente la possibilità di prestazione di lavoro da remoto, sia per ragioni di accudimento o di ragionevole prevenzione sanitaria contro la diffusione Coronavirus, ma la Direzione ha declinato tutti i casi richiesti, salvo coloro certificati come situazioni a rischio immunologico.  Corretto, ma è il minimo.

Lo strumento previsto per legge ed auspicato nella sua applicazione, anche temporaneamente, dalle Autorità Sanitarie permetterebbe a Datalogic  di essere parte attiva nella prevenzione e riduzione del possibile contagio  e banalmente, nell’interesse della collettività aziendale e di riflesso  della collettività intera, di ridurre notevolmente le file e gli assembramenti per la mensa, che come noto non sono rispettose della minima distanza di sicurezza di un metro  istituita in tale frangente dalla sanità pubblica.

Risulta anacronistica la pervicacia con cui la proprietà Datalogic non accoglie le domande e l’ampliamento del perimetro di fruizione di tale strumento anche per reparti o postazioni che non hanno mai utilizzato tale forma organizzativa, in quanto poter lavorare da remoto permetterebbe di non rallentare l’attività lavorativa aziendale, situazione che si potrebbe concretizzare se tutti i genitori usufruissero di ferie o par.

Per questo chiediamo di valutare positivamente tutte le richieste dei dipendenti in tal senso, per attuare best practices per la genitorialità, di caregiver e tutela della salute dei propri dipendenti, direttamente ed indirettamente.  

La FIOM di Bologna e la FIM CISL ribadiscono che tali situazioni vanno gestite con l’apporto di tutti i soggetti di rappresentanza nell’ascolto delle esigenze di chi tutti i giorni contribuisce con la propria professionalità ed intelligenza all’andamento aziendale, in tutti i suoi aspetti.

Ribadiamo a tal proposito la disponibilità delle Organizzazioni Sindacali ad un incontro anche immediato per un’intesa utile e costruttiva per fronteggiare tale emergenza 

Bologna, 4 marzo 2020

Delegati FIOM e FIM Datalogic  – FIOM CGIL BOLOGNA – FIM CISL AMB

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