Evitati i licenziamenti alla Manz!
1 Marzo 2016

Raggiunta l’intesa tra Sindacati e la multinazionale tedesca

i lavoratori votano l’intesa all’unanimità

Nella notte di mercoledì 24 febbraio, presso la sede della Città Metropolitana, la multinazionale tedesca Manz e le Organizzazioni sindacali, alla presenza delle Istituzioni, hanno raggiunto un’intesa sul tema dei nove esuberi dichiarati dall’Azienda sullo stabilimento di Sasso Marconi.

Dopo una lunga trattativa, in cui si sono confrontate posizioni diametralmente opposte, è stato siglato un accordo che prevede l’utilizzo dello strumento della mobilità volontaria di accompagnamento alla pensione (con una piena integrazione salariale), nonché uscite volontarie incentivate economicamente ritenute congrue dai lavoratori.

L’azienda ha dichiarato inoltre di ritenere chiuso il processo di riorganizzazione aziendale e si impegna a riaprire una discussione su un Piano industriale che dia concrete prospettive di sviluppo al sito produttivo di Sasso Marconi.

Con l’accordo del 24 febbraio, firmato nella giornata di oggi presso la sede della Citta Metropolitana, approvato dalle lavoratrici e dai lavoratori all’unanimità, si ribalta l’impostazione dell’azienda; un’impostazione che fin da principio è stata di totale chiusura e di rifiuto di qualsiasi confronto sia con le rappresentanze sindacali, sia con le Istituzioni.

La vicenda Manz, che pure si è conclusa positivamente, ha evidenziato per l’ennesima volta il tema dell’eccessivo potere delle multinazionali; un potere favorito anche dalla mancanza di un quadro normativo chiaro e vincolante.

A tal proposito, il Patto per il lavoro Lavoro firmato da Regione Emilia Romagna, Cgil, Cisl, Uil, Unindustria, ecc. non può continuare a esistere solo sulla carta, è anzi necessario che le Istituzioni si facciano maggiormente carico della suo rispetto e della sua applicazione.

Le lavoratrici e i lavoratori delle Manz, con le loro mobilitazioni e con le loro lotte, hanno dimostrato ancora una volta che anche una potente multinazionale può essere costretta a rivedere le proprie posizioni; ma i lavoratori e le comunità locali non possono essere lasciati soli.

Servono provvedimenti urgenti e concreti che impongano, in particolar modo alle imprese globali, una maggiore responsabilità sociale e un maggior rispetto degli accordi e del territorio in cui si trovano ad operare.

p.la Fiom-Cgil Bologna   -Primo Sacchetti-

p.la Fim Cisl Bologna      – Lorenzo Tamarri-

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