Fiat Crevalcore
9 Giugno 2012
LA FIAT “REGALA” LA BENZINA A UN  EURO?  LA RECUPERA SUI DIPENDENTI TERREMOTATI DI CREVALCORE
Mentre in tutte le Aziende dei paesi colpiti dal terremoto i giorni di chiusura per verifiche tecniche sono stati coperti dalla Cassa Integrazione varata ad hoc dalla Regione Emilia
Romagna, alla Marelli di Crevalcore i dipendenti ne hanno fruito solo in parte.
Fino ad oggi ben 2 giornate, 16 ore di lavoro, sono state messe “a recupero” dalla Direzione, ovvero: i dipendenti, per vedersi pagare quelle ore, dovranno venire al lavoro quando
l’Azienda lo riterrà più opportuno, quindi un sabato “a gratis”.
Questo è l’ennesimo atto di sciacallaggio industriale a danno dei Lavoratori dopo il tentato scippo di alcune linee produttive voluto alcuni giorni fa. I Lavoratori stanno dimostrando
un’eccezionale forza d’animo e responsabilità per essere ritornati in massa al lavoro non appena è stata dichiarata l’agibilità. E sono disponibilissimi a lavorare anche di sabato perché
sono consapevoli che bisogna recuperare il Lavoro. Tuttavia chiedono con forza quello che spetta loro di diritto, e che in un momento come questo è l’ultima cosa che deve mancare: IL
SALARIO. Quindi è un mistero capire quello che davvero l’Azienda vuole in questo momento.
A Pomigliano la produzione della Panda è stata sospesa per 3 giorni, quindi si dovrebbe far lavorare per compensare quella perdita. Ma invece di richiedere straordinari,
come logica vorrebbe e come i Lavoratori si aspettano, qualcuno ha pensato bene che prima si faranno i recuperi. Con la differenza che, in straordinario verrebbero a lavorare tutti e tre i
turni, in recupero si riesce a malapena a coprire un turno di lavoro, quindi si genera l’ennesima perdita produttiva…
È da sciacalli far venire al lavoro gli operai a recupero, ovvero, a gratis. Molti colleghi hanno perso la casa, oppure stanno aspettando ancora l’agibilità e sono sfollati con disagi e stress
psico fisici enormi; si son visti minacciato il proprio posto di lavoro, e vivono col terrore di nuove scosse.
E l’Azienda cosa fa? A parole ci rassicura, e lo abbiamo apprezzato, con una lettera dell’Amministratore Delegato, nei fatti però applica in maniera becera ed impropria il
contratto Fiat, ovvero la clausola che afferma che in caso di fermate per forza maggiore l’Azienda può avvalersi del recupero. Qui però solo dei Dirigenti sordi e ciechi non captano
che c’è un abisso di differenza tra cause di forza maggiore e “stato di emergenza nazionale”, ciò che è stato proclamato anche a Crevalcore.
Non chiediamo né vogliamo elemosine, abbiamo sempre vissuto del nostro lavoro con uno stipendio tra i più bassi d’Europa.
Chiediamo però e pretendiamo RISPETTO per quanto accaduto.
Fiat può benissimo regalare la benzina ad un euro pur di vendere qualche macchina in più, ma risparmiare e recuperare produttività a nostre spese non è cosa degna del più
grande gruppo industriale italiano.

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